Angela Lansbury è la testimonial di eccezione per la campagna di sensibilizzazione sull'ALS (in Italia: SLA, sclerosi laterale amiotrofica), conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig, dal nome del giocatore statunitense di baseball al quale fu riscontrata per primo questa patologia).

L'attrice purtroppo conosce da vicino questa terribile malattia: nel 1987 ha perso la sorella Isolde che ne era affetta

 

Il 1 Aprile 2008 Angela è stata ospite del programma TODAY NEWS, andato in onda sulla rete televisiva americana NBC, per portare la sua testimonianza e illustrare i progetti futuri legati all'associazione. Guarda il video

 

La Malattia 

La SLA è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto.
Le conseguenze di questa malattia sono la perdita progressiva e irreversibile della normale capacità di deglutizione (disfagia), dell'articolazione della parola (disartria) e del controllo dei muscoli scheletrici, con una paralisi che può avere un'estensione variabile, fino alla compromissione dei muscoli respiratori, alla necessità di ventilazione assistita e quindi alla morte. (Fonte: Wikipedia)

 

L'Associazione 

La ALS Association nasce con l'intento di debellare la malattia tramite la ricerca per la cura ancora inesistente. Sostiene inoltre i pazienti affinché possano avere i migliori trattamenti e offre sostegno ai famigliari dei malati. Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale dell'associazione: www.alsa.org

 

L'esperienza di Angela 

Nel 1987 Angela perde la sorella Isolde (nata dalla relazione tra la madre di Angela e il primo marito) che da circa due anni combatteva contro questo terribile e semisconosciuto male. Dopo ventun'anni Angela racconta a TODAY NEWS la sua triste esperienza:

"Il dottore ci disse: è affetta da quella che noi chiamiamo sclerosi laterale amiotrofica. Chiesi di cosa si trattasse e lui mi rispose che è una malattia nota come SLA o morbo di Lou Gehrig. Cominciò con dei dolori alle articolazioni che presto portarono a una progressiva paralisi del corpo...

...Mi parlava dei suoi sintomi per telefono; allora io vivevo in America e lei in Inghilterra. Naturalmente andai spesso a trovarla durante il periodo della sua sofferenza e ho potuto vedere ciò che le era accaduto per via di questa terribile malattia".

 

La Sensibilizzazione

Sul sito ufficiale dell'Associazione www.alsa.org è possibile vedere lo spot che Angela ha realizzato a favore della ricerca per la cura di questa malattia; lo spot è accompagnato da un video realizzato "dietro le quinte" della sua realizzazione. E' inoltre possibile ascoltare due spot radiofonici e diverse interviste che Angela ha rilasciato in questi giorni. Di seguito potete leggerne la traduzione. Sotto alcune immagini dell'attrice durante una conferenza e sul set del video pubblicitario.

 

 

>> Intervista per la 

     ALS Association

 

 

 

NEW YORK – Seduta su uno sgabello, Angela Lansbury si rivolge alla telecamera mentre una pistola spara. Un proiettile corre minaccioso a rallentatore nella sua direzione , ma lei sembra ignorarlo. Sta parlando di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) – il morbo di Lou Gehrig - che paralizza progressivamente le sue vittime, accorciandone crudelmente la vita. La Lansbury rassicura poi il suo pubblico che il continuo finanziamento della ricerca “aiuterà le persone con la SLA, a fare questo” – si alza in piedi e si incammina fuori dal campo visivo, dopo aver schivato per poco la pallottola che va’ a trafiggere il muro dietro di lei. 

Questo spot TV d’impatto, è parte di una campagna di sensibilizzazione che vede la Lansbury come portavoce per la ALS Association. “Utilizziamo un proiettile come metafora”, spiega la Lansbury, “ed è molto appropriato. Con l’ALS, non sappiamo davvero da dove proviene e quando potrebbe colpire”

 

In breve, molte incognite avvolgono ancora questa malattia che ha colpito circa 30mila americani e finora non ne sono state scoperte le reali cause. La genetica sembra avere un ruolo importante ma solo in una piccola percentuale di casi, dice Lucie Bruijn, la direttrice dell’associazione scientifica. “Non è sufficiente fare un esame del sangue per individuare il gene dell’ALS”. L’ALS ha qualche connessione con l’età avanzata – “in generale è una persona di mezza età che se ne ammala. Questo ci dà molti indizi.” E certamente possono influire anche alcuni fattori ambientali, dice, citando un’incidenza maggiore nei militari veterani rispetto alla popolazione comune. Bruijn riconosce che i rischi di contrarre l’ALS sono molto bassi. Ma le conseguenze sono disperate. Inoltre, svelando i misteri che ancora avvolgono la ALS, è possibile dare un grande aiuto in più alle altre malattie neurologiche come l’Alzheimer, il Parkinson e l’Huntington. 

 

La sorella di Angela Lansbury è morta vent’anni fa di ALS. “E’ una malattia terribile”, ha detto. “Ho voluto contribuire a rendere più consapevole l’opinione pubblica americana della disperata necessità di ricerca”. La Lansbury è la portavoce adatta. Famosissima interprete delle dodici stagioni de La Signora in Giallo, è stata un’amabile scrittrice di gialli. Un’immagine come quella “è d’aiuto. La gente ha fiducia in me”, dice, poi aggiunge “Non dovrebbero, in realtà. Non sono Jessica Fletcher. Ma condivido molte delle sue qualità, spero: m’interesso, mi preoccupo”. Naturalmente la Lansbury, nata a Londra, ha molti più crediti di questa famosa serie TV. A 82 anni è una fra le poche attrici ancora in vita ad aver accumulato una carriera come la sua. Per il suo debutto cinematografico nel ‘44, per cui ricevette una nomination all’Oscar, lavorò con Ingrid Bergman e Charles Boyer nel classico “Angoscia”. Subito dopo è stata la sorella maggiore di Elizabeth Taylor in “Gran Premio”. La Lansbury ha interpretato molti tipi di donna, protagonista in Mame a Broadway, o la perfida madre di Laurence Harvey in “Va’ e uccidi”, o perfino la dolcissima Mrs. Potts, a cui prestò la voce nel capolavoro animato del 1991 “La bella e la bestia”. Vincitrice di quattro Tony, è riapparsa recentemente sui palcoscenici di Broadway, nella commedia di Terence McNally “Deuce”. 

 

Adesso la Lansbury ha una pausa abbastanza lunga per fare i bilanci, “Sono stupefatta”, ammette, “per tutto quello che sono riuscita a fare in questi anni di spettacolo. E sono ancora qui!” Attualmente non ha progetti artistici segnati in agenda. “Voglio dare il meglio di me per questa causa che è di vitale importanza”. Ma, come sempre, è pronta ad accogliere la giusta sceneggiatura. “Le parti che mi vengono offerte sono quelle di donne molto anziane, decrepite”, dice con evidente avversione, “e mi rifiuto di interpretare tali ruoli! Ci sono attori che potrebbero farlo molto bene, io stessa potrei farli. Ma non ne ho intenzione. Voglio donne della mia età per rappresentare il modo in cui siamo, membri produttivi della società”. Fino ad allora, “Continuo a pensarmi come una persona normale che fa il mestiere d’attrice”, dichiara la Lansbury. “La gente mi percepisce, è molto bello che le persone ricordano e apprezzano ciò che fai. È davvero meraviglioso”.

 

Realizzata da FRAZIER MOORE, AP Television Writer, 16 Aprile 2008

 

>> L'attrice Angela Lansbury protagonista nella nuova campagna per la cura dell'ALS

 

 

 

L’illustre attrice Angela Lansbury, nota per i suoi spettacoli a Broadway, film e televisione, compreso lo straordinario successo della longeva serie tv “La Signora in Giallo”, è protagonista di una serie di spot radiofonici e televisive per la ALS Association che lancia la nuova campagna “Curare l’ALS”. Lo spot utilizza immagini emotive e drammatiche per sottolineare l’importanza della ricerca globale per l’ALS, comunemente chiamata “morbo di Lou Gehrig”. Oltre allo spot, la Lansbury compare anche in un video di tre minuti che mostra il “dietro le quinte” della sua realizzazione. 

La Lansbury ha deciso di partecipare con l’associazione, in memoria di sua sorella, Isolde Denham, moglie dell’attore Peter Ustinov, scomparsa nel 1987 a causa di questa malattia. Nello spot l’attrice è impegnata a fermare un “proiettile” che è diretto contro le persone che vivono con questa malattia muscolare degenerativa. La Lansbury è rimasta colpita dalla forza e dall’organizzazione dell’Associazione, stupita per i tagli finanziari inflitti alla ricerca, e decisa a sensibilizzare la gente affinché si possa ripristinare in fretta la ricerca su questo male. “La mia collaborazione con la ALS Association è stata ben accolta e, francamente, non potevo aspettare ancora per partecipare” ha detto la Lansbury, “Lo spot mi sembrava una stupenda opportunità per aumentare la consapevolezza su questa malattia, per aiutare la gente a combatterla e onorare la mia coraggiosa sorella. Spero che tutto questo possa cambiare le cose”. L’attrice, nello spot, ci spiega come l’ALS colpisce e invade il corpo: “Sapete solo di esserne colpiti ma non potete fare niente”, e conclude, “ma con il sostegno e il finanziamento di tutti, l’ALS Association può aiutare le persone affette di ALS… a fare questo” e si alza.

“Questo è il più interessante annuncio televisivo che la nostra Associazione abbia mai prodotto nei suoi ventidue anni di esistenza” dice Gary A. Leo, presidente dell’Associazione. “La signora Lansbury con la sua presenza comunica totale credibilità e urgenza”. L’obiettivo dello spot è quello di dare agli spettatori una metafora di ciò che provano oltre 30mila americani, che attendono una cura mentre la malattia lentamente progredisce, indebolendo loro braccia e gambe e costringendoli all’utilizzo di macchinari per sopravvivere. "Il concetto alla base della nuova campagna è quello di utilizzare un proiettile che corre verso la Lansbury, come una minaccia, metafora dell’ALS”, dice Jeff Snyder, vicepresidente dell’Associazione. “Quando la signora Lansbury si alza ed evita il proiettile, rappresenta in maniera simbolica tutti i malati e le loro famiglie che possono essere finalmente liberi grazie alla ricerca”

L’attrice ha inoltre realizzato due spot radiofonici dal titolo “Auto nel fiume”: “lo spot per la radio ci riconduce alla sensazione che prova un malato di ALS, simile a quella di chi è intrappolato in un’automobile in preda alle correnti di un fiume, senza poter far niente per uscire”, dice Snyder. “Solo un’attrice con il talento della Lansbury poteva esprimerlo con tanta convinzione e passione”.

“Angela Lansbury porta una grande qualità a questo lavoro, utilizzando il suo grande talento per drammatizzare l’impatto che una malattia come l’ALS può avere sulla vita delle persone e dei rispettivi famigliari”, prosegue Snyder, “Lavorare con una leggenda vivente come la signora Lansbury, è come un sogno, vederla così disinvolta e appassionata dal suo lavoro”.

“L’Associazione è onorata che la signora Lansbury abbia abbracciato entusiasticamente la nostra visione di creare un mondo libero dall’ALS, grazie alle donazioni della gente”, dichiara Leo. “Siamo lieti di poter avere una lunga e fruttuosa collaborazione con lei”.

Realizzata da Gary Wosk e Staff Writer, 15 Aprile 2008

 

>> Videointervista con l'Associazione e breve intervento alla CBS Radio

 

 

 

Angela compare in un breve video visibile sul sito ufficiale assieme a Lucie Bruijn, la direttrice dell’associazione scientifica, spiegando il suo impegno a favore dell'Associazione. E' possibile ascoltare anche la loro partecipazione alla CBS Radio Network, andata in onda il 12 Aprile 2008. Riporto alcuni estratti di entrambi:

“Io ero consapevole di cosa fosse l’ALS, perché mia sorella ne è morta nel 1987 e a quel tempo nessuno sapeva cosa fosse".

"Lei abitava in Inghilterra e io stavo girando La Signora in Giallo negli Stati Uniti, così ci parlavamo per telefono e i primi tempi in cui si ammalò io credevo che avesse bevuto, perché parlava con difficoltà. Così le consigliai di rivolgersi a qualche medico dicendole che secondo me c'era qualcosa di strano in lei perché non riconoscevo più la sua voce. Lei mi rispose che sarebbe andata dal dottore e mi avrebbe fatto sapere qualcosa. Quando mi richiamò mi spiegò che i medici le avevano diagnosticato la sclerosi laterale amiotrofica, o morbo di Lou Gehrig"

"La gente deve capire. Mi sono detta che questa era una terribile malattia; voglio dare il mio aiuto in qualche modo, e rendere consapevole il pubblico americano del disperato bisogno di finanziamenti per la ricerca. Nello spot, mentre sono seduta a spiegare questo, un proiettile mira verso di me, ed è molto appropriato perché non sai davvero da che parte viene la malattia e quando colpirà.”

"La cosa importante è che dobbiamo avere la speranza. Io ci credo fermamente! A tutti quelli che soffrono di questa malattia e ai loro familiari vorrei dire: abbiate fiducia!"

"C'è una speranza. Lavorando insieme possiamo farcela. Possiamo risolvere il mistero. Siete con me?"

   

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