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La vita della famiglia Lansbury in America cominciò al Algon Point Hotel dove incontrarono il primo marito di Moyna che nel frattempo era diventato un autore di successo: Reginald Denham, autore di una famosa commedia, “Ladies in Retirement”; L'uomo, sposato nuovamente, si occupò di loro per i primi tempi, dandogli alloggio e portandoli in giro per Manhattan in limousine: "L’automobile era guidata da un autista tedesco, che ci riportò indietro col pensiero alla guerra. Trovavo buffo il fatto che facesse da autista ai suoi nemici". Inizialmente si stabilirono nelle vicinanze del Lago Mahopac, nella campagna di Putnam, dove Denham possedeva una casa estiva, mentre durante l’anno alloggiava a Park Avenue:
"Vi giungemmo in Agosto. Faceva un caldo terribile. Non eravamo assolutamente abituati al calore e all’umidità che c’era a New York. Non c’erano condizionatori all’epoca e non eravamo abbastanza preparati a quel clima. Mi ricordo che mangiavo gelati così buoni! Vivevamo in una piccola città sul lago circondati da americani, ma non gli americani dei film. Non Joan Blondelle e gli altri che vedevo al cinema da ragazzina, adesso era tutto reale. Ci facemmo molti amici tra gli abitanti, che venivano a trovarci, ci portavano torte, si preoccupavano di noi. Fu una bellissima esperienza e con alcuni di loro siamo restati in contatto".
Per Angela e la sua famiglia era l’ora di cominciare a riflettere sul loro futuro, quindi di trovare un'occupazione che potesse garantir loro sostentamento. Per prima cosa dovevano ottenere la Green Card, documento rilasciato dal Governo degli Stati Uniti per autorizzare un cittadino di un altro Paese a risiedere permanentemente negli USA. Allora tale documento era chiamato “quota number”, indispensabile in quanto avrebbe permesso loro di lavorare in America. Per ottenere il prezioso documento dovettero aspettare circa un anno e mezzo; le domande dovevano essere compilate in quattro copie e fu Angela a riempirle avendo una una bella calligrafia. Il tutto venne spedito a Washington. Per agevolare i procedimenti, Moyna scrisse anche una lettera a Eleanor Roosevelt che aveva girato gli Stati Uniti nel ’38 con il nonno di Angela, George Lansbury, durante una campagna sulla pace:
"Non so se effettivamente Mrs. Roosevelt avesse a che fare con tutto ciò. Credo che mia madre ricevette una lettera dal suo ufficio, nella quale non ci veniva promesso niente. Alla fine ottenemmo il nostro “quota number”, la nostra “green card”. E così potemmo cominciare a lavorare".
Moyna di li a poco ottenne un lavoro: una tournèe in Canada con la commedia di Noel Coward “Tonight at Eight-thirty” assieme a Lady Hardwick, moglie di Cedrick Hardwick, Herbert Wilcox, un produttore cinematografico inglese, e sua moglie Anna Neagle, famosa attrice in Inghilterra. Insieme misero su il tour per raccogliere fondi per la RCAF, la Royal Air Canadian Force. I soldi sarebbero serviti per educare i giovani piloti di Spitfire (aerei da guerra britannici) inglesi che dalla Gran Bretagna venivano in Canada per addestrarsi, per poi tornare a combattere là.
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Una veduta dei grattacieli di New York risalente ai primi anni '40 |
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New York, New York...
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Una volta stabilitasi la situazione, Angela ebbe modo di riprendere i suoi studi di recitazione. Nell’autunno del 1940 infatti si iscrisse alla Fagin’s School of Dramatic Art, presso l’International Building in Rockefeller Center:
"Si può immaginare un posto più bello per una scuola? Guardavamo fuori dalla finestra e vedevamo le persone che pattinavano sul ghiaccio. Non dimenticherò mai il primo Natale nel 1940. Fu qualcosa di speciale. In america non c’era ancora la guerra. Ricordo degli alberi altissimi, ogni cosa era stupenda. Sembrava una terra incantata".
A frequentare il corso assieme a lei c'erano molte ragazze perlopiù provenienti da situazioni sociali agiate, le quali si mostravano più interessate al fatto di trovarsi nella grande New York, piuttosto che al teatro. L'attrice ebbe modo di constatare il diverso concetto dell'arte della recitazione rispetto agli insegnamenti che aveva ricevuto in Inghilterra, improntata perlopiù su una preparazione esclusivamente teatrale:
"Quello che cercavi in Inghilterra era un repertorio, la possibilità di andare a Londra per una parte. Il teatro è considerato qualcosa di "serio". A New York, invece, avevi un occhio al teatro, l’altro alla radio, e eventualmente un altro per il cinema. C’è maggiore scelta per uno studente. Ma, con rispetto parlando, c’è anche quel "glamour" che a Londra mancava. Lì era più dura, gli studi erano davvero tosti".
Una rinata tranquillità non cancellò del tutto il pensiero della guerra soprattutto per i parenti rimasti in Gran Bretagna ai quali spedivano prodotti di sostentamento. Era consentito preparare pacchi della grandezza di una scatola di scarpe, che venivano accuratamente riempiti con cibo che si potesse conservare, tè, burro in scatola, prosciutto in scatola, calze di seta, ogni cosa di cui in Inghilterra erano sprovvisti. Il tutto era indirizzato alla sorella Isolde e alla nonna che si trasferì nel nord Irlanda:
" Lassù stavano meglio, perché c’era abbondanza di uova e burro. Ma in Inghilterra le cose andavano peggio. Così i miei parenti, gli zii, ricevevano questi pacchi da noi".
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L'imponente edificio centrale del Rockefeller Center
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Bundles for Britain - Fagotti per la Gran Bretagna- nacque per iniziativa di Galles Latham, una giovane signora newyorkese con l'intento di raccogliere indumenti per i marinai britannici in missione nel freddo mare del Nord Europa. Grazie anche all'interessamento di Mrs Winston Churchill, ben presto si trasformò in un'organizzazione ufficiale finalizzata alla raccolta di aiuti non militari per i civili britannici. Parteciparono molti personaggi dello spettacolo. |
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In
America erano molto frequenti associazioni benefiche che si preoccupavano
di far pervenire generi alimentari e utili alla sopravvivenza dei
cittadini e dei soldati sul fronte Europeo (in
quegli anni collaborarono con la Croce Rossa: Angela si preoccupava di fare le fasciature mentre
Moyna eseguiva letture per raccogliere fondi per la guerra).
Una tra le più note prese il nome di Bundles for Britain alla
quale Angela prese parte. Durante questo periodo fece conoscenza con Mrs.
Gorge Perkins, una signora che le offrì ospitalità nella sua casa di New
York nella 43esima strada, dove viveva con la famiglia, in modo che
potesse stare più vicina all'istituto scolastico.
Così, durante la settimana viveva e studiava a New York, per poi fare
ritorno dalla madre e dai fratelli nel weekend.
"Se avevo qualche nickel (5 centesimi di dollaro) prendevo il bus della linea Avenue Madison, se avevo un dime (10 cent di dollaro) prendevo quello della Fifth Avenue. Questi erano i prezzi di allora. Se mettevo da parte gli spiccioli, riuscivo a prendere una tazza di caffè a pranzo. Camminavo dalla 94esima strada fino alla 50esima con una borsetta nella quale avevo il mio panino. Insomma ebbi modo di veder recitare Chaterine Connel, Helen Hayes, Grace George, Lynn Fontaine. Assistei anche a dei concerti. Ho visto il grande Toscanini quando si esibì al Carnige Hall. Tutto questo con Mrs. Perkins. Era incredibile. Vi andavamo con la sua limousine guidata da un autista. Era una dolce e meravigliosa signora di origine tedesca".
Durante l’ultimo anno di scuola ebbe la fortuna di avere un giovane compagno di classe, Arthur Bourbon, ballerino professionista. Facevano coppia fissa andando a ballare per tutta New York. Il ragazzo sognava però di diventare attore, così si iscrisse alla scuola che anche Angela frequentava. Alla Fagin’s accoglievano volentieri i ragazzi, perché erano carenti di maschi. Spesso davano loro borse di studio mentre le ragazze dovevano pagare la retta per intero. A fine anno gli studenti proponevano un lavoro che spesso era visto da importanti agenti, figure indispensabili per approdare nel mondo dello spettacolo. Fu grazie a quell'occasione che Angela si misurò con le prime produzioni, in verità molto piccole e con poco pubblico; alcune di queste furono Lady Windermere, o House Party, dove interpretò la parte di una alcolizzata:
"Più che teatri si può dire che erano piattaforme con un sipario, in realtà. Ma, finalmente, nell’ultimo mese di scuola, ci esibimmo in un teatro sulla 90esima strada vicino a Central Park".
Nel '41, all'età di 16 anni, Angela concluse il suo periodo di istruzione, ed era ora di staccarsi dalla rassicurante situazione di studentessa per cominciare a guadagnarsi da vivere e supportare la famiglia.
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Fu proprio grazie al collega e amico Arthur Burbun, conosciuto durante l'ultimo anno di studi alla Fagin's, che Angela ottenne un primo impiego in uno spettacolo. Si trattava di una sorta di commedia costruita intorno a una canzone di Noel Coward, I Went to A Marvelous Party, e lavorando sulla struttura della canzone, Arthur insegnò ad Angela a interpretarla attraverso diversi aspetti comici, lavorando sulle lingue, rendendo la voce buffa:
"Così ora ero una cantante wagneriana, ora una chanteuse francese, ora un'artista di music hall inglese, tutto nella solita canzone. Così io aprivo con All The Things You Are per finire poi con Tangerine o altro. E questo era il mio spettacolo".
Nel 1942 tenne un'audizione al famoso Roseland di Broadway per un famoso agente che cercava giovani per uno spettacolo da mettere in scena al Samovar Club a Montreal. Angela ottenne l'ingaggio, e per tre settimane si esibì come cantante - cabarettista in questo nightclub canadese per 60 dollari a settimana. Quello fu il primo lavoro in assoluto:
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L'accoglienza americana
Angela ricorda in questi termini l'interesse degli Americani per la sua situazione e, in particolar modo, per la causa della Gran Bretagna: "...Erano così calorosi. Erano veramente comprensivi con i bisognosi. Penso che in cuor loro fossero mossi da un “senso del dovere”. Soltanto alcuni di loro. Altri non ne volevano sapere niente, e restavano più in disparte, specialmente i Repubblicani. Io ero Democratica, posso dirlo. Comunque i più erano straordinari, di gran cuore, per quel che ci riguardava. Ci dettero ogni opportunità". |
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"Era una fortuna. Comprai il mio primo vestito da sera con quei soldi. Non lo dimenticherò mai. Era un night club gestito da immigrati russi. Ricordo una meravigliosa donna russa dai capelli grigi argentati raccolti sul capo; suo figlio era il manager. Beh, lasciatemi dire che fui "salvata" da quelli della RCAF e della RAF, che venivano a vedermi al night. Tenevano molto a me, si erano affezionati, mi conoscevano bene da quando ero una ragazzina. Ricordo che per risparmiare dividevo il letto con una cantante yugoslava. Con noi c’erano anche una ballerina spagnola e un mangiatore di spade. Insieme costituivamo il programma (Angela ride al ricordo). C’era inoltre una meravigliosa band russa con mandolini e altri tipi di strumenti, di cui ho scordato il nome, che mi accompagnava. Ma quando mi presentai il primo giorno, mi dissero, “Questa è la tua orchestra!”, “Ma di che orchestra state parlando??” Io ero accompagnata solo da un pianoforte, non volevo una grande orchestra come supporto musicale. Ma qualcosa mi disse che forse dovevo rimediare…ma come? Io non possedevo un soldo! Difatti eseguii il mio numero col piano, inizialmente; poi familiarizzai con l’orchestra che, infine, mi accompagnò. Comunque oggi mi chiedo come abbia potuto far tutto questo, non credo fosse solo per necessità. Mi si è presentata un'occasione, e io l'ho accettata, semplicemente".
Dopo questa breve esperienza tornò a New York dai fratelli che erano in vacanza a Long Island. Moyna era ancora in tour in Canada con lo spettacolo che fece tappa ad Alberta e a Vancouver. Da lì, anziché tornare a Ney York, Moyna decise di trasferirsi a Los Angeles dove abitavano alcuni parenti. Così scrisse ad Angela avvertendola di sbarazzare casa, chiuderla e raggiungerla, assieme ai fratelli, a Los Angeles; La loro nuova abitazione sarebbe stato un piccolo appartamento a Morton Street. I ragazzi erano con me e, come mi era stato detto da mia madre, feci si che tornassero a scuola, riuscendo ad ottenere una borsa di studio. Insomma, mia madre mi disse di chiudere casa e sbarazzarla.
" Non so come feci. Io avevo soltanto
16 anni: presi il treno e partii per Los Angeles. Viaggiammo
col Challenger. Si
fermò una notte a Chicago e poi da Chicago a Los Angeles in una cuccetta,
dove dormimmo.
Con mia madre c’incontrammo a Los Angeles, e non dimenticherò mai
l’arrivo alla Unite Station.
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