Angela con accanto il figlio Anthony e, in piedi, il figliastro David e il marito Peter Shaw

 

 

 

 

È famosa per l’interpretazione dell’impareggiabile Jessica Fletcher che dal 1984 è in testa agli indici d’ascolto Usa e in Italia continua a conquistarsi le simpatie del pubblico televisivo. Ma pochi sanno che alle sue spalle ci sono una lunghissima carriera iniziata a Hollywood nei primi Anni 40 e l’impegno morale di una madre che ha scelto di lottare a fondo per la sua famiglia. Dopo aver abbandonato il mondo dello spettacolo per salvare i suoi figli dal dramma della droga, Angela ha conosciuto nuovamente il successo nei panni dell’indomita detective. “Ho sempre creduto soltanto in me stessa”, dice, “e ho cercato di tenere testa alle avversità”, Oggi, a 68 anni, si sente più che mai combattiva e carica di ottimismo.

Il suo segreto? Essere una praticissima lady inglese. E con questo si dice tutto. Della vecchia Inghilterra possiede l’inconfondibile classe, fatta di mille piccoli particolari: l’accento perfetto, l’eleganza del tratto, la sobrietà spinta fino all’eccentricità nel vestire; un’apparente dolcezza e disponibilità di carattere che nascondono però un’anima di ferro. Molto inglese, in definitiva. E a dare un’occhiata alla sua vita tutto ciò si capisce bene. Angela Lansbury, alias Jessica Fletcher, l’eccentrica scrittrice di gialli pronta a cacciarsi nei guai e a risolvere ogni mistero della serie “La signora in giallo” (di cui Raiuno replica dal lunedì al sabato intorno a mezzogiorno gli episodi dello scorso anno) è stata definita dagli americani “un vero e proprio boss”. Ovvero una donna capace di tenere contemporaneamente in mano le redini della carriera e di una famiglia che le ha dato parecchi grattacapi. Difficile di questi tempi, difficilissimo nel mondo di Hollywood, rarissimo se si pensa che la Lansbury ha 68 anni. Ma la vecchia signora conosce l’arte del comando o comunque della “stubborness”, che in inglese è un termine che unisce tanti significati: durezza, volontà, testardaggine. Chi altri avrebbe infatti reagito come lei di fronte al fatto che negli Anni 70 i suoi due figli, Anthony e Deidre, allora adolescenti, erano entrati nel giro delle droghe pesanti? La Lansbury, che proprio in quel periodo si trovava al massimo della sua carriera, abbandonò tutto. Ma senza clamori. Semplicemente vendette la sua casa di Malibù e ne comprò un’altra nella campagna irlandese, nei pressi di Dublino. E lì si trasferì con figli e marito per nove anni. Una scelta coraggiosa quanto radicale. 

 

Eppure quello che aveva raggiunto le era costato molta fatica. Quando nel 1940 era sbarcata in America, quindicenne e orfana di padre, per due anni aveva fatto qualsiasi mestiere, dalla cameriera alla maschera nei cinema, prima di approdare a Hollywood. L’occasione era arrivata per caso con “Angoscia” di Cukor. Recitava il ruolo della perfida cameriera e per quella parte, alla sua prima apparizione sul grande schermo, aveva ricevuto una nomination all’Oscar. Poi erano venuti altri film come “La lunga estate calda” (’56), “Il buio in cima alle scale” (’60), “Va’ e uccidi” (’62). Per lei non era stato facile: non era una gran bellezza, non possedeva il magnetismo e il glamour delle dive di quei tempi. Lei stessa racconta che quando a qualche cena ufficiale si trovava fianco a fianco con Greta Garbo, Marlene Dietrich o Marlyn Monroe avrebbe voluto scomparire nel nulla. Ma aveva tenuto duro: “Ho sempre creduto soltanto in me stessa – diceva - , tenendo testa alle avversità”. Recitare era la sua vita e il palcoscenico la sua passione. 

 

Ed è infatti dal teatro che la Lansbury ricevette le sue più grandi gratificazioni con quattro Tony Awards (il corrispettivo dell’Oscar cinematografico).

Quando abbandonò tutto ciò non fu però per sempre. Finito il periodo del ritiro irlandese, risolti i problemi di Anthony e Deidre, la Lansbury tornò alla carica. A Hollywood i tempi erano cambiati, nuovi attori si facevano avanti. Ma la fortuna fu dalla sua. Jean Stapleton, a cui lo sceneggiatore Peter Fischer aveva cucito addosso il personaggio dell’indomita detective Jessica Fletcher, si ritirò dalle scene per la morte del marito, e la Lansbury ottenne la parte. Da quel momento, per dieci anni, dall’84 a oggi, caso dopo caso, ha catturato le simpatie di ogni pubblico.

 

In più si è creata proprio un suo regno, su cui governa incontrastata. Con lei lavorano il marito Peter Shaw come suo manager e consulente ufficiale della trasmissione, il figlio Anthony come curatore dei dialoghi e regista, mentre il figliastro David è il presidente della sua casa di produzione. Al clan Lansbury manca la figlia Deidre, ma lei si è sposata con un italiano e si divide fra la Toscana e il suo ristorante di Los Angeles.

 

Angela è proprio un “boss”. Stella del cinema, del teatro, madre, moglie, nonna (ha due nipotini), dal ’93 è anche produttore esecutivo della sua serie. “Ha la forza di un motore diesel”, dicono quelli del suo staff. Ha rimodernato tutto nella serie: ingaggiato nuovi attori e sceneggiatori, ha dato alla sua eroina un appartamento a New York e un look più attuale. E continua a combattere perché la serie vada avanti.  

 

Malgrado il suo successo, la Cbs infatti non si pronuncia sul futuro di Jessica Fletcher. E se tutto dovesse finire? “Chi lo sa – risponde la Lansbury – andrò in Irlanda, tornerò a Broadway o magari Hollywood mi offrirà quel ruolo che finalmente mi farà vincere un Oscar”.

 

Realizzata da Rosa Baldocci (TV Sorrisi & Canzoni,1994)

 

  Foto: D. Strick/Onyx/Granata Press Service

Home  ::  News  ::  Biografia  ::  Filmografia  ::  Teatro  ::  Discografia  ::  La Signora in Giallo  ::  Eventi  ::  Stampa & Web  ::  Forum