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Quella
che segue è la trascrizione dell'intervista televisiva che Angela
Lansbury ha rilasciato a Larry King in occasione della promozione del
film tv "The
Blackwater Lightship". La
puntata, trasmessa dalla CNN, è andata in onda il 2 Febbraio del 2004.
prima
parte
LARRY KING: Stasera, Angela Lansbury, leggenda vivente del palcoscenico, del grande schermo e della televisione, una delle grandi signore di tutto lo show business, la sola e l’unica Angela Lansbury qui a LARRY KING LIVE.
Una puntata di LARRY KING LIVE molto particolare, questa sera. È sempre un grande piacere dare il benvenuto a Angela Lansbury, vincitrice di quattro Tony
Awards, tre volte nominata all’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista. Sarà protagonista in
"Hallmark Hall of Fame" per la presentazione del tv-movie "The Blackwater
Lightship". Andrà in onda Mercoledì sera poi sarà disponibile in DVD alla fine di Marzo. "The Blackwater
Lightship" era anche il titolo di un grande libro in Gran Bretagna, giusto? Era un finalista...
ANGELA
LANSBURY: Assolutamente.
K:
...per il...
L:
Penso che fosse per Booker. Penso che facesse parte della lista per il
Booker. (prestigioso
riconoscimento letterario di lingua inglese)
K: Perché hai scelto il ruolo di una nonna molto anziana?
L:
Beh, sai, non sono proprio di “primo pelo” ma...
K: Si, ma non sei una nonna così anziana.
L:
No, non sono una nonna così anziana, sono una nonna.
K: Infatti, il pubblico non ti riconoscerà subito quando ti vedrà,
giusto? Dovrà dire, ma quella è Angela?
L:
Bene, mi piace pensare di aver rotto un po’ col passato, sai? Sono
stata troppo a lungo conosciuta come Jessica Fletcher, e non ho ancora
iniziato a mettere veramente in moto i miei muscoli.
K: Come è arrivato il progetto?
L:
È arrivato semplicemente attraverso la Hallmark
(produzione) e
con John Erman, il regista, hanno deciso che volevano me per quella
parte.
(VIDEO CLIP - "THE BLACKWATER LIGHTSHIP")
L:
Non avrei creduto di essere adatta per quel ruolo, ma quando ho letto il
copione, mi sono accorta che era una grande opportunità interpretare
una donna intrigante e complessa.
K:
Diversa da te?
L: Oh, molto, molto. Credo di aver fatto alcuni ruoli
bizzarri, come sai, "Sweeney Todd" e, sai, Nelly Lovett, e
cose come queste, ma...
K:
“ Va’ e Uccidi” ("Manchurian Candidate") non era
proprio...
L:
E " Va’ e Uccidi." Sì. Ma con questo ho veramente avuto modo di tirar fuori dei lati che non avevo mai avuto
l’opportunità di fare.
K:
Questa è la storia di una nonna, una madre, una figlia e di un nipote
che sta per morire.
L:
Mio nipote.
K:
Morire di AIDS.
L: Sta morendo di AIDS, e desidera andare a casa dei nonni. E
nessuno sa il perché. Ma è "The Blackwater Lightship" (Il Faro di
Blackwather), e questo è il titolo del film, certo. Questo è un
faro che era fuori dal litorale, vicino alla vecchia casa dove abitano i
nonni. Lui se ne ricordava fin da bambino, e decide di passare gli
ultimi giorni là, con grande disturbo da parte della madre, cioè mia
figlia, e della sorella, ovvero mia nipote. Così queste tre che in
passato hanno avuto molti problemi e incomprensioni l’una con
l’altra, si ritrovano insieme a occuparsi di questo ragazzo.
(VIDEO CLIP - "THE BLACKWATER LIGHTSHIP")
K:
Bene, Rex Reed, in una brillante recensione sul "The National
Observer" – devi averla vista...
L: Oh, benedetto Rex Reed!
K: Rex Reed ha detto che è il migliore di
qualsiasi film per il cinema che sia uscito ultimamente. Ora, questo è
un film per la TV, voglio dire, un film-tv. Lui dice che è meglio di
qualsiasi film per il cinema e definisce la tua interpretazione
“meravigliosa”. Ora, non è una brutta parola…
L:
È una parola stupenda.Sono così lusingata ed eccitata che...
K: C’è differenza nel girare un film per la
Tv e per il cinema?
L:
Oh, si. Certamente. Hai sempre il tempo contro…I
soldi sono un problema. C’è sempre un budget. E il cinema, si sa, in
molti casi, ha budget molto alti, anche se alcuni dei grandi film che
quest’anno sono stati citati dall’Academy Awards sono stati
realizzati con pochi spiccioli. Quindi, chissà se il denaro conta
davvero. Per i colossal...
K:
O per gente come Clint Eastwood, che ne fa riguadagnare.
L: Assolutamente.
K: "Mystic River" era un bel film. Ha
fatto uno stupendo lavoro.
L: Beh, è un regista straordinario perché
conosce bene il valore del denaro e sa come mettere ogni cosa al suo
posto sullo schermo.
K: Vedo
che nel cast c’è Diane Wiest.
L:
Si.
K: Anche il figlio di Jason Robards, il
figlio di Jason e Lauren Bacall.
L: Samuel Bard e Sam -- e – il figlio di
Betty Bacall. È incredibilmente bravo in questo ruolo. È…
K:
È lui il ragazzo malato di AIDS?
L: ... meraviglioso. No, non è lui. No.
Lui recita il ruolo dell’amico del ragazzo malato di AIDS. E la cosa
interessante di questo film, è che due amici gay vengono a fargli
visita a casa mia, nella casa della nonna. Loro sanno come prendersi
cura di mio nipote. E noi siamo un po’ sospettose su di loro, capisci,
ma la nonna finisce per accoglierli a braccia aperte e ad amarli perché
si riveleranno di grande aiuto per lei. Uno di loro è un designer e
l’aiuterà a rimodellare la sua piccola e brutta casa. E si
occuperanno di questo giovanotto. È una storia di grande calore e molto
toccante.
K: Hallmark è famoso per il modo in cui porta
cose brillanti sullo schermo. Cosa fanno di speciale che gli altri
produttori non fanno?
L: Penso sia fiducia verso gli
scrittori. Si fidano dei direttori. Si fidano dei registi. Non
interferiscono. Voglio dire che sicuramente sono consapevoli.
Sapevano cosa stavamo facendo di quella storia. Non molto in realtà
perché era già bellissima prima di cominciare, deliziosa e commovente.
E interpretata meravigliosamente da Diane Wiest, che è un’attrice
splendida.
K: Davvero splendida, vero?
L:
Attrice meravigliosa.
K: Avevi mai lavorato con lei?
L:
No. Infatti questa era una grande possibilità. Questa è un’altra
ragione per cui ho accettato di farlo, lavorare con lei. E Jeana McKey,
una deliziosa attrice inglese.
K: L’AIDS è un tema importante della storia,
ma non centrale. Il punto focale sono le tre donne, giusto?
L: Sono le tre donne.
È
vero. Certamente
il problema dell’AIDS è grave, ma quello maggiore qui sono le tre
donne che devono imparare a capirsi l’una con l’altra e accantonare
i loro conflitti.
K: Il regista ha detto che ti avrebbe voluta già
in passato per altri ruoli, ma non c’è stata l’opportunità.
L: Si, ha detto così. In realtà ne
parlammo anche, ma io ero sempre maledettamente occupata perché, come
sai, ho fatto “La Signora in Giallo” per 12 anni. E mi ha preso...
K: Per 12 anni.
L:
...gran parte della mia vita
professionale.
K:
Voglio parlare un po’ di questo. E poi torneremo ancora su "The
Blackwater Lightship", che andrà in onda Venerdì sera. È una
presentazione della "Hallmark Hall of Fame". Poi il DVD sarà
in vendita dalla fine di Marzo in tutti i negozi Hallmark Gold Crown. Ti
manca Jessica?
L:
Si, ma non molto perché è costantemente rammentata e
riproposta.
K:
Perché è un sempreverde.
L: Si, è sempreverde. La rivediamo negli ascensori, nei grandi
magazzini, nei supermarket, la gente mi dice costantemente, Oh, mi
manchi come Jessica, sai, e ti guardo su A&E.
(VIDEO CLIP - "LA SIGNORA IN GIALLO")
L:
E, Perché non la fai ancora? Sai?
K:
Vorrebbero riproporla?
L:
Beh,
non settimanalmente, ma possiamo…
K:
No, come speciale?
L:
... realizzare puntate di due ore, si, uno speciale. E penso che la
CBS ne vorrebbe fare un paio, a questo punto
K:
Perché - - senza contare il tuo personaggio, ed è difficile dato che
eri il punto focale del telefilm - - Perché, dicevo, ha funzionato così
bene quella serie?
L:
Bella
domanda. Penso che… il mistero è qualcosa che attrae le persone.
K: Whodunnit, il “chi è stato?”.
L:
Whodunnit,
si. Ma
qui il tutto era guidato da una donna, non una donna sciocca ma un tipo
di donna molto interessante che era un po’ di ogni donna, era una
fantastica liberale, una persona di ampie vedute.
K: Ficcanaso.
L:
... una ficcanaso...
K: Dava un po’ sui nervi alle persone.
L:
...che
notava sempre tutto, entrava nelle questioni per trovare le risposte
alle domande che nessuno aveva ancora formulato. Ha vissuto in un
paesino, una comunità molto piccola, Cabot Cove, che la gente ha amato.
È stata così amichevole, calorosa e familiare. E poi, infine, ottenuto
il grande successo, si reca a New York.
K:
E hai avuto le più grandi guest stars.
L:
Oh,
le migliori!
K: Ancora con Angela Lansbury, protagonista di "The Blackwater
Lightship" in onda Mercoledì sera.
(VIDEO CLIP - "THE BLACKWATER LIGHTSHIP" - PUBBLICITA')
K: Siamo tornati con Angela Lansbury.
A proposito, "The
Blackwater Lightship" sarà trasmesso sulla CBS Mercoledì sera
alle 9:00. E lei sarà la star, con Diane Wiest. È un bel cast, vero?
L:
Oh,
un cast favoloso. I ragazzi sono stupefacenti.
K: Questo è il tuo primo film da quando tuo marito Peter è morto. Ed
è più di un anno adesso…
L:
Si.
K: Era malato?
L:
Si, lo era. Da circa tre anni...
K: Ha prodotto “La Signora in Giallo”, giusto?
L:
No,
non ha mai coperto il ruolo di produttore ufficiale, ma seguiva il
lavoro.
K: Tutte le volte che ti ho incontrato, era sempre con te.
L:
Era
sempre con me.
K: Da quanto eravate sposati?
L:
Da
53 anni.
K:
Dimmi come - - ed è una cosa che affrontiamo tutti … Le donne vivono
più a lungo degli uomini. E così nei matrimoni che durano molto tempo,
normalmente, è l’uomo il primo ad andarsene. Come ci si comporta?
L:
In che senso.
K: Perché la metà di te se n’è andata, giusto?
L:
Scusami?
K: E’ come se una parte di te...
L:
Certo. Certo. Ma
devi prendere l’altra metà e continuare, perché così hai deciso.
Così avete deciso entrambi, e voglio farlo, voglio andare avanti.
Questo è ciò che Peter voleva e questo è ciò che ho intenzione di
fare.
K:
Così avete affrontato la morte prima che avvenisse… Ne avete
discusso…
L:
Si,
si. E penso che…
K: Non voglio dilungarmi su questo...
L:
No. No. Non…
K:
Perché puoi aiutare un po’ di persone...
L:
Non
posso parlarne. Ma posso dirti che è necessario fare questo tipo di
piani e arrivare a ceri accordi.
K: Ma - - con tutta la comprensione, non è mai giusto?
L:
No.
K:
Come l’hanno presa i figli?
L:
Loro
hanno affrontato la cosa tranquillamente perché capivano cosa stava
succedendo. E mi sono stati di grandissimo supporto, non avrebbero
potuto darmi maggior conforto in altre maniere.
K:
Parliamo un po’ di Angela Lansbury. Hai avuto una carriera
straordinaria principalmente come caratterista. Hai avuto anche molti
ruoli da protagonista, ma la gente pensa che tu non sia una femme
fatale, una primadonna, giusto?
L:
No.
K:
Non eri mai ingenua. Sempre bellissima ma mai oggetto sessuale. Come
vedi la carriera di Angela Lansbury?
L:
Io
penso a me stessa come una professionista, una specie di operaio
qualificato in recitazione, sai? Io andrò là fuori e proverò a fare
qualsiasi cosa che penso di saper esprimere. Potrebbe essere qualsiasi
cosa. La sola cosa per cui assolutamente tiro una riga e rifiuto è
recitare un personaggio senza nessuna possibilità di redenzione. Ora,
la sola volta che l’ho fatto è stato con “Và e uccidi”.
K: Lei non aveva nessuna buona qualità...
L:
Nessuna
buona qualità.
(VIDEO CLIP - "VA' E UCCIDI")
K:
Perché hai fatto questo film?
L:
Perché
l’ho fatto? Perché John Frankenheimer me l’ha semplicemente
chiesto.
K: Che uomo.
L:
Ma
come potevo rifiutare quella parte? Voglio dire, non puoi rifiutarla.
K: Uno dei più grandi ruoli della storia del cinema.
L:
Oh,
assolutamente. Nessun
dubbio.
K: Frankenheimer è morto. Che perdita.
L:
Si. Si. Una perdita terribile.
K: E hai lavorato con Frank Sinatra...
L:
Ed era giovane, per l’amor di Dio.
K: Hai lavorato con Jim Gregory, Frank Sinatra, Laurence Harvey.
L:
Ho
lavorato con...
K: Sono tutti morti.
L:
...con
i più grandi registi, e sono tutti morti. Questo è ciò che mi
dispera, il fatto che io – sia qui, e vado ancora avanti, sai, come le
maree. (ride)
K: Dove hai cominciato?
L:
E’ interessante. Ho cominciato da bambina a Londra. Mia madre
sapeva che avevo una specie di talento innato. Era un’attrice, così
immagino di aver ereditato da lei. Ma ho preso molto anche da mio nonno,
che era un grande politico, sai, George Lansbury, un grande pacifista e
leader laburista. E aveva questa incredibile capacità di attirare una
folla ai suoi piedi. Io non avevo quella abilità...
K: Lo hai mai visto parlare?
L:
Certo. Parlò in posti come l’Albert Hall di Londra, sai?
K: Oh, si, il...
L:
In Hyde Park e...
K: Dove
si parlava...
L:
Beh,
lui era...
K: Un protestatore.
L:
Era
sempre con...
K: La gente arrabbiata.
L:
Beh,
no, perchè era il primo commissario del lavoro nel governo di MacDonald,
e quindi era un membro del governo a Londra in quegli anni. Io ero una
piccola ragazzina e venivo portata spesso a vederlo.
K: Quanti anni avevi quando sei partita?
L:
Avevo 14 anni quando ho lasciato Londra.
K:
Com’è accaduto?
L:
Beh, sai, la guerra era cominciata nel 1939. Andavo a scuola,
studiavo per diventare attrice e frequentavo una scuola di ballo
allora...
K: Così l'avete sempre desiderato?
L:
Si.
Non avrei voluto. Era solo...
K: Una spinta.
L:
Sembrava
la cosa più giusta e adatta. Una spinta causata dalla guerra.
K: Si.
L:
La guerra spinge la gente a fare molte cose, sai? È così. Ha
costretto mia madre a farmi cominciare a lavorare perché,
effettivamente, diventassi il capofamiglia, quella che portava il pane a
casa. Quando siamo arrivate in questo paese, ottenni una borsa di studio
per una scuola di recitazione, e poi venni a Hollywood, ma non potevo
fermarmi per il primo anno.
K: Chi venne? Tu, tua madre e chi altro?
L:
Mia madre e i miei fratelli gemelli, Edgar e Bruce Lansbury. Erano
entrambi ragazzi brillanti, sai? Uno era scrittore e l’altro artista.
K: Sono
morti?
L:
No,
no. Ci
sono ancora. Grazie a Dio sono...
K: Cosa ti ha portato a Hollywood?
L:
Ebbene, finalmente mia madre ebbe un lavoro come attrice; un giorno mi
telegrafò dicendomi che era più economico vivere a Hollywood, così la
raggiunsi.
K: Dove ti trovavi in quel momento?
L:
Io
ero a New York. Così
feci andare i ragazzi a scuola, Edgar e Bruce. Presi il vecchio
Challenger, il treno che viaggiava da Chicago a Los Angeles, e poi venni
qui a Hollywood. Beh, non potevo ancora lavorare come attrice. Avevo solo
16… 17… no, 16 anni. Così
ottenni un lavoro in un grande magazzino. Poi finalmente un amico mi portò
in uno studio, per fare...
K: Una audizione?
L:
...
una audizione per “Il ritratto di Dorian Gray”. Incontrai il direttore
del cast e ottenni la parte. Feci prima “Angoscia” però.
K:
“Angoscia”
era, beh… un gran film.
L: Così
fui sotto contratto con uno dei più grandi studi.
K: Eri sotto contratto e facesti “Angoscia” prima di “Dorian Gray”
L:
Esatto.
K: E il tuo primo film fu un successo.
L:
Si, lo
fu. Ottenni una nomination per un Academy Award. Non è ridicolo? Voglio
dire, all’età di 18 anni, sai, trovarsi a Hollywood...
K: Hai lavorato con alcuni dei più bravi registi, già
dall’inizio.
L:
Grandi registi. Grandi, grandi registi. I
migliori. Cecil B. DeMille, George Cukor e George Stevens. Non ce
n’erano altri così...
K: “Angoscia” era diretto da?
L:
Da
George Cukor.
K:
Lui era un po’… eh?
L:
Si.
K:
Era un film di paura.
L:
Era
davvero spaventoso. E adesso sta uscendo in DVD. Lo dico perché è,
sai… uno dei vecchi film che stanno uscendo. E… chi era? Letterman?
Si… il film preferito di Letterman. E se vado ospite in una sua
trasmissione mi dice sempre, Raccontami “Angoscia”.
K: Ebbene, parlava… di un uomo che stava cercando di far impazzire la
moglie...
L:
Grande
thriller.
K:
Ti piaceva Ingrid Bergman?
L:
Io amavo Ingrid Bergman. Era la più inusuale donna del suo tempo. Lo era
davvero. Era così pura, una fantastica donna nordica, sai?
K: E Boyer ti piaceva?
L:
Boyer
era uno charmer, il più dolce ragazzo del mondo. Era un sex symbol
K: Oh, lo era!
L:
Non
era come tutti gli altri.
K: "Vieni nella casbah". (cita
una battuta del celebre “Algeris”, in cui Charles Boyer interpreta
Pepe le Moko)
L:
Oh, si. Lo
so, ma era così sensibile, così dolce. Voglio dire, per una piccola
ragazza come me, questo significava molto.
K: La carriera di Angela Lansbury. Che
storia. Protagonista in "The Blackwater Lightship. In onda Mercoledì
sera sulla CBS. Una produzione "Hallmark Hall of Fame". Restate
con noi.
(VIDEO
CLIP - "ANGCOSCIA" – PUBBLICITA’)
seconda
parte
Realizzata
da Larry
King per LARRY KING LIVE
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