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Quella che segue è la trascrizione dell'intervista televisiva che Angela Lansbury ha rilasciato a Larry King in occasione della promozione del film tv "The Blackwater Lightship". La puntata, trasmessa dalla CNN, è andata in onda il 2 Febbraio del 2004.
seconda parte
(VIDEO CLIP - "IL RITRATTO DI DORIAN GRAY")
LARRY KING: Nel 2000 la nostra deliziosa ospite è stata premiata col “Kennedy Center Honor”. Com’è stato?
ANGELA LANSBURY: Oh, è stata un’esperienza incredibile, starsene seduti lassù sul balcone con il presidente degli Stati Uniti e tutt’intorno le altre persone premiate a ricevere omaggio dal palco, è un evento straordinario nella vita.
K: Da chi fosti presentata?
L: Non penso che qualcuno mi presentò..
K: Oh, c’era un gruppo di personaggi?
L: Si, tutto un gruppo di persone. Alcune meravigliose attrici uscirono sul palco a cantare le mie canzoni. Fu sbalorditivo. Poi entrò un coro maschile che mi cantò “Mame, avevano tutti lo smoking, erano incravattati…
K: Cosa ti ha portato… voglio dire, adesso ti vedremo in "Blackwater Lightship." Sarai la nonna molto anziana di questa storia drammatica... Ma tu facevi musicals. Potresti ancora cantare?
L: Si, si. Potrei.
K: Hai una voce riconoscibilissima. Chiunque veda un film doppiato da te riconosce la tua voce.
L: La mia voce mi ha sempre contraddistinto. L’ho sempre avuta così fin da bambina. Avevo una voce davvero stramba quando ero giovane, e raggiungevo tonalità davvero alte. Non avevo una "belting voice" (espressione intraducibile: "belt", in italiano "cinghia", significa anche cantare in maniera vigorosa, con potenza, raggiungendo note alte). Ho dovuto imparare a farlo per Broadway, per fare "Mame" "Gypsy" e "Sweeney Todd"...
K: Qual’è stato il primo musical a cui hai partecipato?
L: Si chiamava "Anyone Can Whistle." Era il primo musical in cui Steve Sondheim scriveva musica e parole.
K: Andò in scena a Broadway?
L: Si, lo facemmo a Broadway.
K: Hai avuto paura del palcoscenico?
L: No. Mi sono sempre trovata a mio agio sul palcoscenico. L’ho sempre sentito familiare. E lo amo più di ogni altra cosa, ma…
K: Molti attori di cinema non lo affrontano.
L: Lo so, ma una volta che lo assaggi, il vero sapore del teatro e quel calore del pubblico, non puoi mai dimenticarlo. E comunque il palcoscenico è il tuo – diventa il tuo suolo, il tuo percorso per il momento che ci sei sopra. E nessuno può far calare il sipario, capisci?
K: Non hai la mediazione del regista.
L: No. Nessuno può dire: Tagliare, sai? Così…
K: Come ottenesti la parte in "Mame"?
L: Ottenni "Mame" semplicemente attraverso - - veramente attraverso Jerry Herman. Jerry Herman...
K: L’autore.
L: ... mi vide in "Anyone Can Whistle" – il primo – il primo musical. E lui mi disse che mi avrebbe voluta. C’erano molte altre grandi attrici, come Lucille Ball, Ann Southern e Mary Martin, che erano interessate a quel ruolo. Ma lui disse: No, io voglio Angela Lansbury. Non ne so il perchè!
KING: Fosti delusa per non aver interpretato il film?
L: Si.
K: Rosalind Russell lo fece, giusto? Ed era...
L: No, no, no.
K: Chi era?
L: No, no. Fu Lucille Ball che interpretò...
K: Ma non sapeva cantare…
L: No. Non sapeva cantare. Ci fu un malinteso, io credo. Non vorrei dirlo perché adoravo Lucille Ball. Credo che lei sia stata la più brillante delle attrici comiche. Ma quello spettacolo non era adatto a lei.
(La versione cinematografica del musical “Mame” fu interpretata da Lucille Ball perché i produttori ritennero che la Lansbury non fosse un nome “di richiamo” per il botteghino; Gli accordi prevedevano che qualora la Ball non fosse stata in condizioni ottimali per cantare, i brani sarebbero stati registrati da Lisa Kirk, che quindi l’avrebbe doppiata per le parti musicali. La Ball usò la sua voce ma la critica stroncò le sue interpretazioni canore)
K:
E "Gypsy" – adesso c’è in scena un revival di "Gypsy"
L: Lo sta facendo Bernadette.
K: Bernadette Peters. Ti divertì
"Gypsy"…
L: Amavo "Gypsy".
K: Era il momento di “tirare fuori la voce”...
(la parte richiedeva una grande preparazione vocale per la difficoltà dei brani; Angela ne dette grande interpretazione)
L: Di sicuro l’ho fatto, Oh, Dio, si! Io… sai…Non ero certa di riuscire a farlo. Ho imparato a cantare, magari non come la Merman, ma certamente ho “tirato fuori la voce”.
K: Quanti film hai girato?
L: Circa 56, penso. Non molti.
K: Non per aver cominciato negli anni '40.
L: Si, '44, '45 fu l’inizio.
K: Hai fatto molti film che non volevi fare?
L: Si, quando ero alla MGM, perchè con la MGM avevo un tipo di contratto in cui ero costretta a fare ciò che loro volevano. Ho odiato qualche film, sai? Ero la moglie di Walter Pigeon quando avevo solo 19 anni e lui 48 o giù di lì. Non ero affatto contenta di fare queste cose. Cose che ora fanno parte del mio passato.
K: E’ dura per un attore recitare un ruolo che non gli piace?
L: Beh...
K: O un brutto copione.
L: Si, è dura. È dura. È dura. Come per “I tre moschettieri”, sai, con – io avrei preferito il ruolo che andò poi a Lana Turner, ma feci la parte della regina di Francia. E Frank Morgan recitava nel ruolo di mio marito!
K: Frank Morgan, il mago?
(Riferendosi al ruolo che lo rese estremamente popolare, quello nel classico del ’39 “Il mago di Oz”)
L: Si, il mago. Che ragazzo dolce che era. Insomma, ancora una volta mi sono trovata a recitare un ruolo fuori dalla mia vera età ed è stato mortificante.
K: Anthony Quinn mi disse che non ha importanza il ruolo in sé, un attore deve saper dare tutto.
L: Oh, di sicuro.
K: In altre parole, dare tutto ciò che un attore ha, sia che si tratti di Tennessee Williams o di qualsiasi altro drammaturgo.
L: Certo.
K: Non puoi gettare via una parte, vero?
L: Oh, no, no, no. Nemmeno per sogno. Bisogna lasciar cadere se stessi, non puoi farlo.
K: Se stessi?
L: Si. Devi toglierti di dosso il tuo.. sai, tutti abbiamo vari livelli di “esibizione”
K: Essere altre persone - - perché ti piace essere questa nonna Venerdì sera? Perché - - cosa ti succede? Sei Angela Lansbury, o sei lei?
L: Sono lei, assolutamente, lo spero. Io spero che voi non vediate nemmeno un barlume di Angela Lansbury sullo schermo. Se fosse così avrei fallito.
K: Ma è, come si dice, la “willing suspension of disbelief”, giusto? Io so che sei tu.
(“sospensione volontaria dell’incredulità” che ci induce ad accettare come reale ciò che invece non è altro che finzione)
L: Oh, certo.
K: Ma una volta che inizia lo spettacolo non posso pensare che lei sia tu. Tu sei la “nonna”, esatto?
L: Se tu pensassi che lei sia io, avrei fallito totalmente.
K: Bene. La nostra ospite è Angela Lansbury. Ha vinto quattro Tonys, tre nominations all’Oscar, star in "The Blackwater Lightship" in onda Mercoledì sera, una produzione della "Hallmark Hall of Fame" presentata sulla CBS che sarà disponibile in DVD alla fine di Marzo all’ “Hallmark Gold Crown storse”. Tornate con Angela dopo la pubblicità.
(PUBBLICITA’- VIDEO CLIP “LA SIGNORA IN GIALLO”)
K: Siamo tornati con Angela Lansbury protagonista di "The Blackwater Lightship." Recitando una commedia in teatro, senti il pubblico che ride. La “sincronizzazione” (attore – spettatore) è un po’ più facile. Come si fa quando dici qualcosa di comico e le sole persone che ridono sono quelli della troupe?
L: Beh, riconosci il fatto che quello che stai dicendo, o…la scena è umoristica. Devi considerare che quel pubblico silenzioso, il pubblico televisivo, sta guardando qualcosa di divertente e che si metterà a ridere. Non sai con certezza quello che faranno ma speri fortemente che lo facciano.
K: Ma nel momento che il pubblico ride non puoi riattaccare con un’altra battuta, giusto?
L: Non esattamente. Devi approfittare del momento. Ma non potrai mai farlo in una storia realistica come questa, non c’è spazio per le risate.
K: L’attore che nel suo letto di morte dice: morire è facile, la commedia (far ridere) è difficile.
(sono le ultime parole dell'attore Edwin Booth, 1833-1893)
L: Si.
K: Alcuni non si sentono a loro agio con questo. Alcuni attori non sono adatti alla commedia. È tutta un’altra storia, giusto?
L: Lo è. Ma non stiamo parlando di vera e propria sitcom. Parliamo di commedia molto sottile. C’è molta differenza. Devi solo – devi fidarti del tuo istinto, per quanto tu possa.
K: Dove avete girato "Blackwater?"
L: Buona parte del film è stata girata in Irlanda. Abbiamo girato a Dublino, fuori da Dublino, a Bridge's Day, che si trova nel County Witlow vicino a Wexford. E abbiamo trovato questa vecchia casa in riva al mare vicina a un vecchio faro. E abbiamo girato tutto lì.
K: Non è costato di più che aver trovato un faro in California?
L: In realtà no. Non credo. Non credo che aver lavorato in Irlanda possa aver raddoppiato i costi. Abbiamo avuto il miglior inverno degli ultimi anni. Il tempo era magnifico. E le riprese di Dublino, le riprese aeree di Dublino, bastano da sole a toglierti il fiato.
K: Ti piace l’Irlanda?
L: Amo l’Irlanda. Ho una casa là, sai? Peter e io l’abbiamo costruita nel 1991, Peter ed io abbiamo costruito la casa dei nostri sogni sul mare. È là.
K: Ci vai spesso?
L: Ci vado almeno una volta all'anno. Se possibile, più spesso.
K: Guardi il lavoro della giornata?
L: Guardo il lavoro della giornata?
K: Hai l’abitudine di vedere i giornalieri (materiale cinematografico girato durante una giornata)
mentre lavori?
L: No. No, non lo faccio. Trovo che possa essere parecchio fastidioso. Cominci con l’ingannarti su quello che fai. Devi avere fiducia nel regista.
K: Segui bene le direttive di un regista?
L: Penso di si. A meno che non mi trovi in disaccordo col regista. In quel caso gli darei un bel po’ di ragioni per cui farei la scena diversamente.
K: Hai mai diretto?
L: Mai. Ma penso che potrei farlo. Ci ho pensato. Sono abbastanza navigata per cominciare.
K: Mai stata regista di un episodio de
La Signora in Giallo?
L: No. Mai. Ho lasciato fare a mio figlio, Anthony, che è un magnifico regista. Si è preso cura di me per molti anni.
K: Il telefilm ruotava attorno a te; hai mai avuto il sentore che qualche regista si trovasse in soggezione, un po’ esitante nel doverti dire ‘no, non dovresti fare la scena così’? Dopotutto, tu sei Jessica Fletcher.
L: Si, si. Penso che sarebbe difficoltoso per un regista venire a dirmi come dovrei fare Jessica Fletcher. Non si sognano di farlo.
K: Conoscevi la parte.
L: Ho sempre amato farlo. Sai perché? Perché avevo modo di incontrare un nuovo gruppo di attori ogni settimana. E ho lavorato con alcuni dei migliori attori di New York. Non credo che vi sia stato un attore, un attore di primo piano di New York, che non abbia fatto lo spettacolo. E un sacco di vecchi attori di cinema che avevano lasciato il lavoro.
K: 12 anni è un record per un telefilm di un’ora, no?
L: E’ la serie più lunga.
K: Difficile da credere – andavi in onda la Domenica sera.
L: Si.
K: Hai mai rifiutato qualche parte di cui poi ti sei pentita?
L: No. Non mi sono mai pentita di ciò che ho rifiutato.
K: In altre parole se hai rifiutato, hai rifiutato. Ma alcune di essi erano grandi ruoli?
L: Si.
K: Puoi farmi qualche esempio?
L: Non vorrei perché l’attrice che l’ha interpretato ha vinto l’Oscar.
K: Qualcuno ha vinto l’Oscar col ruolo che hai rifiutato?
L: L’infermiera Ratched.
K: Hai rifiutato la parte dell’infermiera Ratchet? Con Jack Nicholson.
L: Si.
K: "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Ho visto il film.
L: Il regista m’invitò a un pranzo e mi parlò della parte. Mi disse dove avrebbero girato il film. Io dissi, mi dispiace, non posso farlo.
K: Perché non ti piaceva lei?
L: No. Non potevo interpretarla.
K: Così deve piacerti un personaggio – eccezion fatta per la moglie del vicepresidente in Va’ e uccidi, devi trovare qualcosa che ti piaccia in ogni ruolo che interpreti.
L: Penso di si.
K: Quindi non hai trovato niente di buono nell’infermiera Ratched.
L: No, non avrei potuto.
K: Quando hai visto il film cosa hai pensato?
L: Ebbi la consapevolezza maggiore di aver preso la decisione giusta.
K: Sei stata felice di non aver fatto quel film?
L: Si, certamente.
K: Sei una donna sorprendente.
L: Penso che Louise Fletcher sia una grande attrice.
K: Se lo è meritato?
L: Oh, eccome.
K: Perchè l’hai odiata.
L: Ma era troppo duro da ricoprire, non trovi?
K: Ah, davvero scaltra. La nostra ospite è Angela Lansbury. La vedrete in "The Blackwater Lightship" Mercoledì sera. Torniamo subito
(VIDEO CLIP - "THE BLACKWATER LIGHTSHIP" - PUBBLICITA')
K: Siamo di nuovo con Angela Lansbury protagonista di "The Blackwater Lightship." In onda Mercoledì sera sulla CBS. E il DVD sarà disponibile dalla fine di Marzo in tutti gli Hallmark Gold Crown Stores. Hai avuto qualcosa da dire in merito al cast?
L: No, assolutamente.
K: E’ un cast azzeccato.
L: Assolutamente azzeccato, si.
K: Siete stati tanto insieme, giusto?
L: Abbiamo lavorato a lungo. Ci siamo incontrati per la prima volta in Irlanda e siamo andati subito d’accordo.
K: E’ una cosa importante, essenziale o non necessaria?
L: Penso che sia molto necessario in questo caso.
K: Perchè?
L: Perché abbiamo lavorato a stretto contatto. Abbiamo concentrato in poco tempo un gran lavoro di gruppo. Un attore ha bisogno di sentirsi a suo agio. Devono avere la percezione di lavorare in un ambiente confortevole, e così è stato. Abbiamo fatto un magnifico pranzo tutti insieme all’ Hunter's Hotel, fuori a County Whitlow. Ci siamo conosciuti e seduti attorno al tavolo ciascuno ha letto la propria parte. Ci siamo conosciuti l’un l’altro. Abbiamo avuto modo di parlarci. Ci siamo sentiti come una piccola famiglia e questo è importante. Quando un gruppo è affiatato, si sa, riesce a fare un buon lavoro.
K: Quando guardi altri film. Altri spettacoli teatrali, dici a te stessa, ‘io l’avrei fatto così’?
L: Sai, Sono – forse sono strana ma io guardo sempre le performance degli altri attori.
K: Lo fai? Sei una spettatrice.
L: Si.
K: Non dici, ‘Ragazzo, io lo avrei fatto diverso da te’?
L: Beh, non dico certo che non sia possibile pensarlo. Lo domando a me stessa, mi chiedo ‘perché sta facendo così’? È stata una scelta curiosa, una scelta. Stiamo parlando di scelta. Anche in questo caso, tutto ciò che fa, fa parte della costruzione del personaggio. Quindi, penso di essere una brava spettatrice.
K: Interessante. Non guardi i giornalieri – quindi hai visto "The Blackwater Lightship" una volta finito?
L: L’ho visto quando è stato completamente finito. Non un’inquadratura, prima.
K: Dove l’hai visto, era una visione privata?
L: Si. L’ho visto a casa mia. Sul mio televisore.
K: Com’è stato rivederti?
L: Mi sono seduta e me lo sono guardato.
K: Com’è stato?
L: Beh, è una sensazione curiosa. Sai, le persone credono che non ti vedi mai come ti vedono loro. E' sempre una sorta di shock. Ho imparato a guardarmi obiettivamente. Penso come farebbe uno spettatore qualsiasi. E questo mi tranquillizza. Perché sennò mi dico Oh mio Dio! E con questo film ne ho avuti di questi momenti, credimi. Non stupirti di ciò che vedrai in questo film.
K: Ma non c'è niente che vorresti cambiare?
L: No, no, niente.
K: Giudichi i tuoi film? Ti dici, questo è buono? Mi piace il modo in cui è stato fatto fatto questo? Questo è uscito bene?
L: Sì. Sì, sono in grado di farlo. Posso dire di si. Immagino di sì.
K: Torniamo subito con i momenti salienti della carriera di Angela Lansbury, star di "Blackwater Lightship", appena dopo la pubblicità.
("BEAUTY AND THE BEAST)
K: "La Bella e la Bestia"
L: Si.
K: Ti sei divertita a cantare senza apparire sullo schermo, a prestare la tua voce?
L: E’ stata un’esperienza rara. Ho amato molto quella parte. Sai, stavo per rifiutare, credevo di non saper cantare quella canzone.
K: "Beauty and the Beast" Pensavi di non saperla cantare? La canti perfettamente.
L: No. No, Non credevo. Mi spedirono un demo e...
K: Il demo era cantato da un’altra voce, vero?
L: Si. Era cantata da Aaron. Mi ha mandato il demo. L’ho ascoltata e ho detto, wow, questa è il tipo di – Non credo di saperla cantare come lui. Perché è un tipo di cantante moderno, sai, rock, rock. Così ho risposto, ‘guarda, non so se ce la farò, ma la voglio disperatamente'. Volevo davvero farla. Volevo interpretare Mrs. Potts. Così ci lavorai sopra, ci lavorai ancora e ancora. Poi mandai loro il mio demo. E loro mi dissero, ‘Assolutamente, è questa. Puoi farla. Ti appartiene. La fai a modo tuo’. Così la eseguii. La feci, in maniera tipicamente inglese.
K: Lo so. Sono un personaggio di "Shrek", nel nuovo "Shrek".
L: Oh, lo fai tu?
K: Sono una donna. Sono Doris, la sorellastra brutta.
L: Magnifico.
K: "Và e uccidi", il solo ruolo che non ti è piaciuto ma hai interpretato perché te lo chiese il regista Frankenheimer. Sei stata contenta del risultato finale?
L: Si, sono stata molto felice per “Và e uccidi”. Vorrei che non fosse dimenticato. È stato il film più importante che ho fatto.
(VIDEO CLIP - "VA' E UCCIDI")
K: Ne stanno facendo un remake.
L: Mi dispiace saperlo.
K: Perché ha un finale talmente sconvolgente. Giusto? E chi ha visto l’originale sa gia come andrà a finire. Non puoi cambiare il finale, perché è l’unico finale possibile.
L: Non capisco come sia possibile fare un remake del film. Non so davvero come, se non che giocheranno sul fatto che l’originale non è stato visto da un vasto pubblico.
K: Ti è piaciuto lavorare a quel film?
L: Oh, si.
K: E’ stata un’esperienza divertente? Lavorare con Sinatra?
L: Oh, la migliore. La migliore. È stato magnifico. Davvero magnifico.
K: Sinatra mi disse che Laurence Harvey era uno degli attori più sottovalutati, e che era grandioso. Concordi?
L: Si, sono d’accordo. Penso che abbia avuto un’interessante e affascinante carriera, ma nessuno si è mai interessato tanto a lui.
K: Ti piaceva Frank?
L: Mi piaceva Frank. Frank mi ha aiutato molto, sai. Quando feci "Mame," Frank si offrì di raggiungermi a New York per insegnarmi ogni nota di ogni canzone. E questo è quello che fece.
K: Scherzi?
L: Veramente. Ne fu molto entusiasta. Pensava fosse la più bella cosa del mondo. Se ne innamorò. Intendo, s’innamorò dell’idea che avrei fatto Mame in teatro.
K: Ti è mai capitato, dopo molti mesi di repliche, di dire ‘oh, ancora’? Oppure ti dà ancora la scossa andare in scena?
L: Credimi, dà ancora la scossa. Quando ti vedi sulle fiancate degli autobus e New York ti ama, adori andare in scena ogni sera. Credimi. È come una gara. Il sipario si apre, tu esci sul palco e New York è tua.
K: Henry Fondami disse che quando fece "Mr. Roberts," non mancò a una sola performance. Non ce la faceva ad aspettare fino alle 8 di sera. Non poteva aspettare di essere Mr. Roberts.
L: E’ la verità. Il teatro è magico e dà dipendenza.
K: Vorresti tornarci?
L: Beh, senza Peter, penso che sarebbe una vita molto solitaria per me. Quindi non credo che tornerò in teatro. Sto pensando di tornare in televisione. Voglio fare una mezz'ora commedia. Io voglio fare...
K: Una vera commedia?
L: Una vera commedia.
K: Vuoi fare una sitcom basata su di te?
L: Non una sitcom. Odio questa parola. Ma una buona commedia, molto umana. Intelligente, e un po’ fuori le righe, per mostrare anche il mio lato più buffo che so di possedere, ma non ho mai avuto le possibilità per mostrarlo.
K: Hai già visto qualche soggetto? Hai parlato con qualcuno?
L: Ho parlato con qualche autore, e ho in programma di incontrarne altri. Quindi non sorprenderti qualsiasi cosa leggerai.
K: Non lo farò. Sarà una tua produzione?
L: Beh, sarà una coproduzione con la CBS, credo.
K: Capisco. Ho la sensazione che ci sarà una puntata pilota.
L: Sì, ci potrà essere. Non in questa stagione. Ma non si sa mai. Ci potrebbe essere una sostituzione a metà stagione. Vedi, sto imparando il gergo. Sostituzione a mezza stagione.
K: Questo significa che dovrai lavorare tutti i giorni, quindi. Torna alla fatica.
L: No, no, no. È un orario d’ufficio, credimi, rispetto alle puntate di un’ora.
K: Alan Minken ha scritto "Beauty and the Beast"
L: Alan Minken.
K: "The Blackwater Lightship" La gente lo vedrà e tu ne sei orgogliosa di questo.
L: Io ne sono molto orgogliosa e spero che le persone che lo vedranno lo amino quanto io l’ho amato nel farlo.
K: E’ sempre un piacere incontrarti.
L: Grazie, Larry. Sei molto carino.
torna alla prima parte
Realizzata
da Larry
King per LARRY KING LIVE
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