
![]() |
|||
|
Foto di Charles E. Manley
|
I seminari organizzati da “Medicine and the Arts” portano gli artisti del mondo della musica, del teatro e della letteratura al centro medico per raccontare la loro esperienza nel campo delle arti. “Questi seminari” spiega Jay Lefkowitch, professore di patologia clinica, “estendono le nostre prospettive, ci arricchiscono, e ci aiutano a comprendere meglio la condizione umana.” L’ospite del 20 Novembre 2006, era la celeberrima attrice Angela Lansbury, premiata con quattro Tony Awards, tre nomination all’Oscar, e star della longeva serie tv “La Signora in Giallo”. Di seguito alcuni brani tratti dall’intervista fatta a Ms. Lansbury dal Dott. Lefkowitch.
Jay Lefkowitch: Raccontaci cosa ti ha portato qui a New York. Angela Lansbury: E’ una sorta di linea di confine per me. Non ho più messo piede in un teatro negli ultimi vent’anni. Così ho deciso che sarei venuta a vivere a New York per metà del tempo, non necessariamente per riprendere la mia carriera teatrale, ma per la gioia di partecipare alla vita culturale di New York. Desideravo andare a teatro, a visitare i musei, sentirmi libera di passare le serate ad ascoltare musica e parole straordinarie, cosa che fanno molti newyorkesi quando hanno a disposizione serate libere. Naturalmente, come ben sappiamo, i programmi vanno spesso a monte, e nel mio caso, appena ho messo piede a New York, ho ricevuto la proposta per una commedia da un grande aurore, pieno di talento, Terrence McNally. Mi chiese di considerare la possibilità di tornare con uno spettacolo al Primary Stages Theater (fuori Broadway) e io dissi “portiamolo avanti”. Si tratta di una commedia basata su due personaggi e per l’altro era stata scelta Marian Seldes, una delle più grandi attrici attualmente sulla scena; era una buona opportunità da non lasciarsi sfuggire. Così dissi “assolutamente”, inizialmente avremmo dovuto replicare solo per cinque settimane e questo mi sembrava perfetto. Quindi accettai prima di sapere che un grosso produttore di Broadway s’imbarcò nel progetto dicendo “Oh, è una magnifica commedia. Facciamola a Broadway.” Così mi trovo qui per intraprendere una vera produzione a Broadway, al Music Box Theater. La commedia è intitolata “Deuce”. Stavamo parlando del legame che c’è fra l’arte e la medicina. Ti ho detto che qua al P&S ci sono molti medici talentuosi. Perché l’arte è uno sfogo? Posso capire il desiderio che c’è di partecipare alla musica o alle arti come una attività sostitutiva a quella di un medico, che richiede sempre estrema concentrazione. Posso capire il desiderio di ricambiare quella forte intensità con l’aspetto umano dell’arte. Essendo un’attrice, faccio questo tipo di mestiere, ma sono fortemente interessata da molte altre cose che non hanno niente a che fare con la recitazione. Ad esempio il creare con le mie mani, è una cosa strana, non so il perché. Queste cose mi rilassano tanto al punto che quando ritorno al mio mestiere d’attrice, mi sento arricchita dall’ “altra cosa”, che influisce sull’attività che sto facendo. Ti dà un tipo di sensibilità Ma non bisogna lavorare 24 ore al giorno. Io mi vedo come una donna che fa molte altre cose. Suono il piano, mi diverte farlo, e amo ascoltare musica anche se tecnicamente non sono all’altezza di alcuni di voi. Riesco a fare buona musica quando ho un ruolo da interpretare perché questo è ciò che so fare, estrapolare tutto da un copione. L’essere coinvolti nelle arti aiuta i medici ad avere un maggiore senso dell’umanità nel loro lavoro, a capire meglio il paziente, la malattia e quello di cui hanno bisogno per esser curati. Penso che dia loro una sensibilità migliore. So che a molti medici vengono affidati compiti, senza considerare necessariamente la sensibilità del paziente. Dobbiamo avere un maggiore senso di umanità. E certamente è quello che fanno gli attori, capire la sensibilità degli altri, metterti nei loro panni diventando quella persona per un momento. La tua famiglia è arrivata negli Stati Uniti durante la Seconda Geuerra Mondiale... Lasciammo l’Inghilterra nell’Agosto del 1940 e io avevo 14 anni, quasi 15. Eravamo quelli che chiamavano “sfollati”. Fummo aiutati da una famiglia americana che ci ospitò in una piccola casa a Lake Mahopac, a New York, e vivemmo là per diversi anni. Ero ancora studentessa in una magnifica scuola di recitazione a New York City, così tutte le mattine prendevo il treno sul Croton Line e andavo a scuola. È stato un periodo meraviglioso ed eccitante, ma non avevo possibilità di trovare lavoro perché non possedevo la “green card”. Mia madre era intenzionata a crearsi un’indipendenza al più presto. Non volevamo pesare oltre su questa brava famiglia americana. I miei fratelli, Edgar e Bruce, allora di 9 anni, erano molto intelligenti e ottennero una borsa di studio alla Croate. Così andai avanti coi miei studi di recitazione mentre mia madre cominciò a fare letture in una scuola, percependo 25 dollari ogni volta, e a quei tempi 25 dollari erano molti. A volte l’aiutavo; dovevo interpretare Giulietta e lei la nutrice di Giulietta, e facemmo questa scena da Shakespeare insieme. E questo è stato l’inizio della mia carriera. Nel 1942 lei si trasferì a Los Angeles e io la raggiunsi. Là vivevamo in un piccolissimo monolocale, fu molto dura perché nessuna delle due aveva un lavoro. Finalmente cominciai a lavorare in un grande negozio nel periodo natalizio, e cominciarono ad arrivare i primi soldi.
Mio nonno è stata una straordinaria figura nella vita politica inglese. Era un socialista e fondatore del partito Laburista Britannico nei primi del ‘900. Era amato dalle persone e dai lavoratori inglesi. Viaggiò dal nord al sud, dall’est all’ovest, parlando, parlando, parlando, cercando di migliorare le condizioni dei lavoratori. Era un grande oratore; parlava in un angolo di Hyde Park e noi, allora bambini, andavamo ad ascoltarlo. Ricordo di averlo ascoltato anche all’Albert Hall di Londra, una delle più grandi sedi per congressi. Ero assolutamente stupita dalla presa che aveva sulla folla. Non ho mai ascoltato nessuno come lui in tutta la mia vita. Ebbe un grande effetto su di me, da bambina. Ho ereditato la sua voce, grazie a Dio, perché mi ha permesso di interpretare grandi ruoli successivamente, senza avere mai problemi con la voce; penso che sia un dono che venga da lui. Il tuo primo vero ruolo cinematografico, all’età di 17 anni, fu quello di Nancy in “Angoscia”, per il quale hai ricevuto una nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista. Come hai avuto la parte? Andai allo studio (non avevo mai messo piede in uno studio) accompagnata da mia madre perché ero minorenne, e fui presentata al direttore del cast. C’erano due persone che allora si occupavano del casting: una di loro era George Cukor, il grande regista, che stava preparando “Angoscia”. Aveva già scritturato Ingrid Bergman e Charles Boyer. E l’altro regista [Albert Lewin] stava preparando “Il ritratto di Dorian Gray”. Ero lì per incontrare George Cukor, lo sceneggiatore e il produttore Arthur Hornblower. Ma devo dire che in quel periodo avevo un enorme self control. Ero molto astuta e non mi lasciai sopraffare dai nervi. Ne prendo coscienza adesso, so che altrimenti non avrei avuto la possibilità di fare le cose che ho fatto. Ma davo solo l’impressione di essere calma, sapevo cosa stavo facendo, e che non stavo andando incontro ad alcuna difficoltà. Questo è sempre incoraggiante per un regista. George mi chiese di leggere la parte, e disse “E’ molto interessante, Miss Lansbury, voglio che vada a casa e la prepari con l’aiuto di sua madre [l’attrice Moyna MacGill], e fra pochi giorni torna e me la legge di nuovo.” Feci esattamente così. Ma proprio lo stesso giorno avrei dovuto incontrare Albert Lewin, il regista di “Dorian Gray”, e anch’egli s’interessò a me per la parte di Sibyl Vane. C’era una grande attrice inglese, Flora Robson, che abitava vicino a noi, e mi aiutò a preparare la scena. Così quando tornai per vedere Gorge Cukor ero molto preparata. Quando Louis B. Mayer [il fondatore della MGM, Metro Golden Mayer] tornò [a Los Angeles dalla East Coast], chiese di vedere tutti i provini girati in sua assenza e uno di questi fu il mio per “Angoscia”. Lo vide e disse “Scritturiamo questa ragazza!”. “Sweeney Todd”, un grande spettacolo, è stato anche registrato... Che grande opportunità è stata. Non hai idea! Sono così felice di averlo fatto perché è il mio solo spettacolo di Broadway registrato su nastro. È un grande spettacolo. Il pubblico usciva dal teatro? Almeno nelle anteprime. Le persone in prima fila venivano schizzate dal finto sangue che usavamo in scena. Si sporcavano molto. Non so se realmente gradissero l’idea. Comunque sia, il pubblico ha capito lo spirito dello spettacolo, sapevano di venire a vedere una commedia ma anche un dramma. E poi, diciamolo, le musiche erano straordinarie, l’orchestra di Jonathan Tunick era al suo meglio. I cantanti erano stupendi, le canzoni – “Pretty Women” – “what lovelier than that?”. Lo spettacolo riuscì in ogni suo aspetto.
Questo
pomeriggio, alcuni membri del Bard Hall Players e i 24 elementi
della P&S Musicians Guild Orchestra, si esibiranno nel brano
del grande compositore Jerry Herman, “Mame”, il primo show che ha
catapultato Ms. Lansbury nel firmamento delle star di Broadway. Ms.
Lansbury risponde così alla sorpresa: Non avrei mai immaginato di vedere un bellissimo gruppo di artisti cantare per me, ballare per me, ricordandomi uno dei più bei momenti della mia carriera che mai potrò scordare. Mi fa felice e triste allo stesso tempo. E sono molto grata a te, Jay, per aver preparato tutto questo, e a Dean Goldman per averci permesso di passare questo tempo insieme, incontrarci e parlarci, ripercorrendo i miei sessant’anni di carriera. È qualcosa di molto speciale e commovente. Vi ringrazio per il tempo speso a provare e per aver cantato. So cosa state facendo, il vostro vero lavoro è più importante di questo, a meno che non serva per equilibrare la pesantezza dell’altro. Vi ammiro molto e vi ringrazio dal più profondo del mio cuore.
Realizzata dal Dott. Jay Lefkowitch per la Columbia University Medical Center |
||
Home :: News :: Biografia :: Filmografia :: Teatro :: Discografia :: La Signora in Giallo :: Eventi :: Stampa & Web :: Forum