MILANO - C' è sangue italiano nelle vene dei suoi nipotini (sua figlia ha sposato un napoletano), ed è, dice, un motivo in più per sentirsi legata al nostro paese, che comunque conosce bene e frequenta da tempo. Lei, Angela Lansbury, graditissimo regalo per il pubblico dei "Telegatti", è come ci si aspetta che sia, impeccabile nel tailleur pantalone, sorriso dolce e arguto, in sintonia con il personaggio di Jessica Fletcher, ovvero La signora in giallo, premiato come serial televisivo di culto. Arriva con il marito, Peter Shaw, che è anche il suo produttore e ha realizzato un nuovo programma che andrà in onda in America dal 20 maggio, in cui Angela interpreta il ruolo di una ex-spia. Chiacchiera amabilmente della sua intensa carriera, ricorda con simpatia i grandi personaggi con cui ha lavorato, in particolare Spencer Tracy, Orson Welles, Ingrid Bergman ("Mi ha aiutato molto quando ho debuttato, a 17 anni, in Angoscia) e Katharine Hepburn ("Una donna straordinaria e forte"), conosce e ama il cinema italiano e i suoi protagonisti, Fellini, Bertolucci, Benigni, la Loren, De Sica. 

Non si sente ingabbiata dal personaggio della autrice di romanzi gialli e detective per caso che l'ha resa famosa, ma non è tanto interessata ai delitti, quanto al meccanismo della loro soluzione: si dichiara "una persona non-violenta, sconvolta dalla guerra e dalla perdita di vite umane su entrambi i fronti. La guerra - dice - non è mai una risposta, bisogna trovare altre vie per arrivare alla pace". Lei stessa, d' altronde, è stata una profuga: nata a Londra, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando aveva 14 anni si è rifugiata con la famiglia in America. E lì ha percorso tutte le tappe di un mestiere che le piace e le dà soddisfazioni. "Una volta Hollywood preparava i giovani a sostenere ruoli sempre più impegnativi. Adesso si può iniziare subito con un ruolo importante, e dopo pochissimo tempo si viene dimenticati. Restare famosi, popolari, è più difficile". Non è certo il suo problema. 

A 73 anni, portati con grande disinvoltura e classe, ha all'attivo successi divisi fra cinema, teatro e televisione, vive tra la California e l'Irlanda (da cui veniva sua madre), dedica il tempo libero alla famiglia e si sente tutto sommato vicina al personaggio della Signora in giallo (ispirato alla Miss Marple di Agatha Christie), dinamica e piena di voglia di vivere, perché "è giusto per una signora della mia età avere energia e poter dare un contributo alla vita che la circonda".

 

 

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per La Repubblica del 04-05-1999, pag 48, sezione: SPETTACOLI

 

Grazie a Mariano Sabatini per la segnalazione di quest'articolo

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