L' attrice inglese parla del suo personaggio e del successo della serie

DUECENTO DELITTI, COSI' RILASSANTI

 

"QUANTI delitti ho risolto? Circa duecento, siamo nell'undicesimo anno della serie. L' idea di questi telefilm venne a un manager della Cbs, che aveva notato il successo di pubblico ottenuto da tutti i film e telefilm tratti da Agatha Christie. La Cbs voleva una serie che fosse simile ai romanzi della Christie ma con uno stile più americano. Da allora nessuno è più intervenuto nelle mie scelte, hanno sempre avuto fiducia in me, bontà loro, non hanno mai interferito. Penso che il successo di questa serie sia dovuto al fatto che è diventata un' abitudine per il pubblico. E' molto comodo pensare che la domenica sera, alle otto, puoi sederti in poltrona e vedere uno spettacolo con tutta la famiglia: ho scoperto che c'è gente veramente dipendente da questi film. E questa è una grande responsabilità. Non c'è dubbio, poi, che abbia influito la natura non-violenta del programma: è puro intrattenimento, è come fare un cruciverba". 

"E' una vera gioia raggiungere il successo in un campo nel quale non è facile essere longevi. Credo che fare l' attrice sia davvero la mia natura, ma sono anche una donna d' affari e faccio veramente la produttrice: seguo tutto ciò che riguarda la serie, cerco di mantenerla al passo con i tempi, mi interessa sapere chi è il mio pubblico, cosa vuole vedere... Per mantenere il successo devi avere sempre la stessa serietà e lo stesso entusiasmo nelle cose che fai, altrimenti rischi di andare fuori dai binari e annoiare". 

"Purtroppo non ho molto tempo da dedicare ad altro fuori dal lavoro. Mi piace molto la casa e il mio nipotino, la mia vita ruota attorno alla famiglia. Quindi io e mio marito Peter non facciamo molta vita di società, la riserviamo per i nostri viaggi in Europa, quando andiamo a Londra o in Irlanda dove abbiamo molti amici. Amo tantissimo il giardinaggio, mi rilassa: talvolta torno a casa dal set nel pomeriggio, e vado direttamente in giardino. Faccio anche molta beneficenza con varie istituzioni, sono stata nominata portavoce del programma Child Reach, su invito della mia amica Katharine Hepburn che non si sentiva più in grado di farlo".

 

Realizzata da Silvia Fumarola  

per La Repubblica del 09-11-1994, pag 23, sezione: TELEVISIONE

  Grazie a Mariano Sabatini per la segnalazione di quest'articolo

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