Il pubblico di Broadway è abituato a interrompere uno spettacolo per applaudire l'entrata in scena di un famoso attore. A volte batte le mani dopo una bizzarra uscita. Ma non ricordo una volta in cui una platea è scoppiata in un applauso ogni qual volta un attore entra sul palcoscenico. 

Se l'oggetto di tale affetto fosse qualcun' altra attrice che non sia Angela Lansbury, tutto quel fragore all'anteprima di Blithe Spirit in scena Venerdì sera sarebbe stato addirittura irritante. Invece è stato incantevole. Tolto il breve ritorno di due anni fa nel poco fortunato Deuce di Terrence McNally (che preferirei non considerare), questo è il rientro a Broadway della Lansbury, dopo aver collezionato quattro Tony Award ed esser diventata dal 1984 la signora detective della TV con La Signora in Giallo.

Qui interpreta Madame Arcati, la medium mezza matta nel dolce e affettuoso, anche se fumettistico e goffo, revival della sofisticata commedia scritta da Noel Coward del 1941, diretta ora da Michael Blakemore. La Lansbury, splendida ottantatreenne, unisce la spensieratezza e la scaltrezza della sua Jessica Fletcher e la comicità selvatica della Mrs. Lovett di Sweeney Todd. I suoi capelli color cannella raccolti in due crocchie ricordano un'anziana Principessa Leila (di Star Wars). I suoi occhi hanno un trucco pesante che ricorda un mix tra un procione e un tessuto prezioso, o in qualche modo la scimmietta che fa girare l'organetto di Barberia. Deliziosa.

 

Coward non ha riscosso grande successo negli anni recenti a Broadway, e questo Blithe Spirit, comunque incantevole, non rompe del tutto la maledizione. Strano che Blakemore - regista di grandi successi come Copenhagen e Noises Off - non abbia messo più fasto e umorismo in questa commedia che vede come protagonista un romanziere sposato perseguitato dal fantasma della prima moglie. Invece troviamo una messinscena un po' antiquata e un grazioso set trasandato.

Rupert Everett è sgargiante e si pavoneggia allegramente nella parte del contrastato marito, interpretato da Rex Harrison nel film del 1945. Simon Jones e Deborah Rush non fanno granché come amici della coppia e l'adorabile Jayne Atkinson sembra un po' matronale nel ruolo della sua seconda moglie. Ma Christine Ebersole, la vispa sposa fantasma, fluttua maliziosamente nel suo etereo chiffon grigio (splendidi i costumi di Martin Pakledinaz) come un'ape regina che tenta di apparire una farfalla. Ogni tanto dà a Madame Arcati un segno della sua presenza, spostando qualche oggetto nell'aria. Quando la Lansbury e la Emersole sono in contatto, lo spirito allegro risuscita.

 

Realizzata da Linda Winer per Newsday.com

   

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