"...Potevo cantare. Lo show rafforzò il mio talento musicale..."

 

 

Scritto e diretto da: Arthur Laurents

Musiche e testi di: Stephen Sondheim
Prima:
24 Marzo 1964 al
Majestic Theatre, Broadway

Performances: 9
Chisura:
11 Aprile 1964

Interpreti & Personaggi principali
Angela Lansbury (Cora Hoover Hoople)
Lee Remick (Fay Apple)
Harry Guardino (J. Bowden Hapgood)
Peg Marray (Mrs. Schroeder)
Arnold Sobolof (Treasurer Cooly)
James Frawley (Chief Magruder)
Gabriel Dell (Comptroller Schub)
Don Doherty (Dr. Detmold)
Larry Roquemore (George)
Janet Hayes (June)
Harvey Evans (John)
Lester Wilson (Martin)
Eleonore Treiber (Vecchia signora)
Georgia Creighton (Osgood)

 

Cast tecnico

Produzione: Kermit Bloomgarden & Diana Krasny
Produttore Associato: Arlene Sellers
Direttore Musicale e arrangiamenti vovali: Herbert Greene
Orchestrazione: Don Walker
Coreografie: Herbert Ross
Scenografie: William & Jean Eckart
Costumi: Theoni V. Aldredge
Luci: Jules Fisher
Acconciature: Ronald De Mann

Trama

Anyone Can Whistle narra la storia di una città nel pieno di una crisi economica, in quanto i propri abitanti, poveri e affamati, osservano impotenti come i loro politici pensano soltanto a riempire le loro tasche. L’ambiziosa “sindaca” della città, Cora Hoover Hooper (Angela Lansbury), cercando un rimedio possibile all’inevitabile fallimento, arriva alla conclusione che soltanto un miracolo potrebbe salvare l’intera città. E allora perché non crearlo? Con l'aiuto di colleghi spietati e corrotti, il tesoriere Cooley (Arnold Soboloff), il comandante Magruder (James Frawley) ed ispettore Schub (Gabriel Dell), “il miracolo" si manifesterà. Improvvisamente da una roccia comincia a sgorgare dell’acqua con presunte proprietà curative (grazie ad un meccanismo inventato da Schub) con la quale saranno confezionate bottigliette le cui vendite schizzeranno alle stelle, grazie ai numerosi turisti che, appresa la notizia, sono accorsi in città. A precipitarsi alla prodigiosa roccia arrivano anche quarantanove pazienti dell’istituto psichiatrico Cookie Jar (non distante dalla città, diretto dal Dott. Detmold) in compagnia della capo infermiera Apple Fay (Lee Remick), la quale pensa di curare i “suoi matti” con quell’acqua. Così succede che, nella gran confusione, i pazienti si mescolino con la folla di cittadini e pellegrini venuti per bagnarsi in quell’acqua. Adesso la città ha bisogno di un altro miracolo: dividere le menti sane da quelle malate, dopo che, il Dott. Detmold, direttore del manicomio (Don Doherty), nonché implicato nella truffa della roccia, si rifiuta di operare. In soccorso arriva il Dott. J. Bowden Hapgood (Harry Guardino), un giovane e attraente medico che conquisterà il cuore di Apple Fay (e di Cora). Il Dottore decide di dividere la comunità in due parti: i "sani" e i "matti", senza specificare però quali dei due gruppi di persone appartenga all'uno o all'altro. Si scoprirà che anch'esso è un paziente fuggito dal manicomio. Intanto la voce di un nuovo "miracolo" accaduto in un paese vicino, attirerà la curiosità dei turisti che lasceranno la città.

 

 

Numeri musicali

ATTO I 
Overture (Orchestra)
I'm Like the Bluebird (Tutti)
Me and My Town (Cora e I Ragazzi)
Miracle Song (Cora, Cooley, Tutti)
Simple (Hapgood, Tutti)

ATTO II
A-1 March (I Pazienti)
Come Play Wiz Me (Fay, Hapgood)
Anyone Can Whistle (Fay)
A Parade in Town (Cora)
Everybody Says Don't (Hapgood)

ATTO III
I've Got You to Lean On 

(Cora, Cooley, Magruder, Schub)
See What It Gets You (Fay)
The Cookie Chase (Tutti)
With So Little to Be Sure Of (Hapgood, Fay)
Finale (Orchestra)

 

 

Curiosità sullo spettacolo

Il debutto di Angela in un musical teatrale, un genere che avrà modo di frequentare spesso in futuro con enormi soddisfazioni, avviene con lo show che in origine avrebbe dovuto chiamarsi chiamarsi The Natives Are Restless (Gli indigeni sono irrequieti), successivamente sostituito col più breve Sideshow (Spettacolo secondario), e solo infine intitolato con l'attuale Anyone Can Whistle (Ognuno può fischiare).

Le canzoni dello spettacolo, scritto e diretto da Arthur Laurents, portano la firma (musica e parole) di Stephen Sondheim, allora giovane compositore e commediografo d'avanguardia già noto per aver scritto i versi di Gypsy e West Side Story, due must nella storia del teatro musicale americano.                                                

Il talento e l'inventiva, soprattutto musicale, di Sondheim, erano probabilmente troppo in anticipo sul pubblico dei primi anni '60 abituato a spettacoli più convenzionali; tanto bastò a decretarne l'insuccesso clamoroso (lo show chiuse infatti i battenti dopo sole 9 performances!) quanto ad ascriverlo tra i più leggendari e memorabili musical di Broadway, una notorietà che dura ancora oggi gran parte dovuta all'album con il cast originale, che fu registrato il giorno seguente all'ultima serata. Dobbiamo pensare che nel medesimo periodo in cui fu composto Anyone Can Whistle, altri nuovi musical andavano in scena a Broadway: Hello, Dolly!, tratto da “The Matchmaker” di Thornton Wilder; Funny Girl, basato sulla biografia della grande Fanny Brice; Oliver!, trasposizione del noto classico di Dickens “Oliver Twist”; e Fiddler on the Roof, ispirato alle vicende familiari di Sholom Aleicheman. Tutti show “tradizionali” e “classici”, da un punto di vista della messa in scena. Questo fece si che uno spettacolo innovativo come Anyone Can Whistle risultasse, a maggior ragione, ancora più incomprensibile. Al tempo della sua "nascita", nel 1964, c'erano pochissime cose nello spettacolo che potessero esser definite convenzionali; l'idea di base era costruita attorno a due concetti - che l'equilibrio mentale spesso poteva esser espressione di follia, e che, come descrive una canzone dello spettacolo "nessuno è sempre ciò che sembra". Al contrario, la "follia" a volte può diventare una virtù; la "normalità" è quindi un concetto del tutto relativo e usato spesso in modo convenzionale. Un'ulteriore difficoltà stava nel fatto che gli autori avevano scelto di farne un musical, un genere di spettacolo teatrale forse poco adatto ad esprimere quel tipo di concetti.

 

«Cara Miss Lansbury, il mio amico Stephen Sondheim ed io abbiamo scritto un musical e volevamo chiederle se lei aveva mai pensato di apparire in un musical teatrale. Ha mai cantato? Sarebbe interessata a parlarne con noi? Saluti, Arthur Laurents». Fu tramite questa breve lettera che Angela venne a conoscenza per la prima volta di questo progetto e dell'intenzione degli autori di coinvolgerla direttamente. "Lessi la lettera", ricorda Angela, "senza sapere davvero cosa fare. Pensavo fosse un po' folle, un pacco sorpresa. Ma c'era comunque qualcosa che mi affascinava". Laurents, Sondheim e il co-produttore Bloomgarden andarono così a Los Angeles per fare un'audizione all'attrice appositamente preparata da Herbert Green, maestro di canto e direttore musicale dello show. Per l'audizione presentò il brano A Foggy Day in London Town, un bellissimo classico di Gershwin, grazie al quale ottenne la parte di Cora, la sindaca pazza della storia. Per le ragioni suddette lo spettacolo non ebbe il seguito sperato dagli autori e dagli interpreti. Il flop rappresentò una profonda delusione per Angela, che ebbe modo di dire: "Ci avevamo messo cuore e anima ma adesso il mio avvenire si è arrestato". Malgrado le cattive recensioni che accompagnarono la prematura chiusura dello show, Anyone Can Whistle ebbe il grande merito di far conoscere a tutti le doti canore di Angela, preparandole così il terreno per il trionfo successivo di Mame che la consacrerà come nuova primadonna di Broadway. "Avevo dimostrato a me stessa di farcela. Potevo cantare. Lo show rafforzò il mio talento musicale. Ero di nuovo pronta per combattere ancora".

 

Sul palco insieme all'attrice, un altro talento: Lee Remick, protagonista del film La Lunga Estate Calda che avrà modo di lavorare in seguito con Angela nel televisivo The Gift of Love: A Christmas Story.

 

La critica

Walter Kerr, sul Herald Tribune, lo definì “una commedia musicale portata all’esasperazione”

Richard Watts scrisse sul New York Post di averlo trovato “eccessivamente pedante e mal costruito nel voler presentare un’incomprensibile tesi”. 

Ma il colpo più devastante venne da Howard Taubman, uno dei più influenti critici, che commentò: “Non c’è ancora nessuna legge contro un musical che cerchi di “dir qualcosa”, ma è anticostituzionale omettere del tutto immaginazione e spirito. Nel suo tentativo di essere espressivo (lo show) dimentica di offrire l’intrattenimento. (Gli autori) hanno preso un’idea e l’hanno ridotta in poltiglia”.

Non tutte le critiche furono così ostili. John Chapman, sul Daily News, definì lo spettacolo “originale, con numeri musicali dai testi istruttivi e dalle musiche dal ritmo rapido e sincopato, e frenetici numeri di ballo”.

L’opinione di Norman Nadel sul World Telegram e sul The Sun, fu “nella recente stagione, dove tutti gli spettacoli sembrano assomigliarsi, è incoraggiante trovarne uno così spettacolarmente originale”.

Fu Whitney Bolton sul Morning Telegraph a regalare il più bel commento: “Il nuovo musical non è certamente perfetto, ma è il primo luminoso passo verso un teatro più illuminato, libero da pregiudizi, una commedia musicale che finalmente può dire qualcosa su “altri” temi… Se Anyone Can Whistle sarà un successo, il musical americano maturerà e progredirà verso una maggiore libertà rispetto ad adesso. Se, al contrario, non sarà un successo, inevitabilmente regrediremo nuovamente verso quei logori metodi che contraddistinguono il teatro di adesso, in attesa di un’innovazione".

Il commento di Bolton fu profetico: l’”innovazione” arrivò sei anni più tardi, nel 1970, con Company, uno spettacolo che sviluppò molti dei concetti che, in una loro forma più embrionale, si ritrovavano in Anyone Can Whistle, e che contribuì a fare di Sondheim uno dei più interessanti e influenti compositori moderni d’America.

 

Premi & Nomination

Nomination al Tony Award a Herbert Ross per le miglior coreografie

 

 

Galleria fotografica

     

Sopra, Angela in scena con Lee Remick e un altro attore della compagnia in un momento dello spettacolo. Sotto, nelle prime due foto, Angela durante le registrazioni dei brani del musical. Nella seconda delle due compare anche Goddard Lieberson, il produttore del disco. A  fianco, uno scatto che ritrae, da sinistra, Lee Remick, Angela e Harry Guardino, i tre protagonisti del musical.

 

       

Sotto, altri momenti del musical

 

     

 

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